Una firma per ridare speranza: da Pogliano parte la petizione

Una firma per ridare speranza: Pogliano

Parte da Pogliano l’appello di Monica Remartini: <<Ho organizzato una petizione per salvare mio marito Daniel. Dal 2016 malato di Msa. Una malattia rara. E degenerativa. Per la quale oggi non esiste cura. Ma in America é in procinto di partire una nuova sperimentazione su un vaccino che ci potrebbe ridare speranza. Aiutateci!>>.

E’ questo il grido, di dolore e di attesa insieme, di Monica. Lei (trentacinquenne) e il marito (47) sono insieme da dieci anni. Sposati da cinque. Nel 2018 all’Ospedale <<Gaetano Pini>> di Milano arriva la diagnosi.

Così l’esordio: dopo un’instabilità di Daniel sul tapis roulant mentre si allena in palestra, la coppia decide di approfondire. La patogenesi galoppa, l’eziologia (le cause dei disturbi) non trova risposte. Per un biennio intero. Poi però il colpo da incassare é duro: il responso parla di Msa (Atrofia Multisistemica). Inaspettato, inappellabile, inconfutabile. Una patologia che infierisce sulle attività cerebrali (oltre che nella quotidianità). Spegne i riflessi, le funzioni sono compromesse dall’avanzare cruento e inesorabile dei sintomi. La degenerazione più violenta avviene a partire dal 2018 (ad oggi). Il <<Mostro>>, come Monica chiama la Msa, intacca le aree preposte al controllo del movimento, dell’equilibrio, della coordinazione…Mina, scava vuoti, incide a fondo nella vita di tutti i giorni. E quel che é peggio isola.

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<<Ci sentiamo orfani delle istituzioni – dice Monica Remartini – questa solitudine ci pesa come un macigno. Ma adesso guardo avanti>>.

Monica e Daniel invitano tutti a dare un contributo alla causa firmando la loro petizione. Dal link: http://chng.it/rp78DfNG. La raccolta firme ha la finalità di portare il nuovo vaccino anche nel nostro paese (potrebbe rallentare il decorso della malattia). Perché finora la Casa Farmaceutica, preposta al caso, la Biohaven Pharmaceuticals, dichiara che la sperimentazione non si effettua sul territorio italiano.

<<Tutta Italia lo chiede – conclude la moglie di Daniel (così dando voce anche a lui) – ammalati, medici di buona volontà, famiglie. Vogliamo far sentire il nostro silenzio: é vitale. Aiutateci! Firmate. Per favore ridateci una speranza>>.

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