Vaccini scuola: in Lombardia il Tar di Brescia si è espresso sul caso di un bambino di Lovere, nella Bergamasca.

Vaccinazioni scuola: il Tar di Brescia si esprime

Come riporta BresciaSettegiorni.it, un bambino di Lovere, il provincia di Bergamo, è stato reintegrato all’asilo nido dal Tar di Brescia, dopo che era stato escluso per non aver presentato il certificato con tutti i vaccini in ordine. Il Tar ha deciso che tornerà a scuola almeno fino alla trattazione collegiale per la Camera di Consiglio del 4 aprile. I genitori avevano in realtà avevano inviato all’Asl di competenza una raccomandata al fine di sostenere un colloquio inerente l’obbligo vaccinale introdotto dal Dl 73/2017, ma non avrebbero presentato all’asilo l’autocertificato.

Vaccinazione scuola proroga 20 marzo: cosa succede a chi non è in regola?

Entro il 20 marzo, come da Circolare ministeriale, le scuole invieranno gli elenchi di coloro che non hanno presentato la documentazione richiesta. A quel punto saranno i  Centri vaccinali a verificare ogni singola situazione per accertare che dietro l’inadempienza ci sia l’effettiva volontà a non vaccinare i bambini e non un errore o una dimenticanza. Per questo motivo solo a conclusione di tale verifica si potrà effettivamente dichiarare l’inadempienza all’obbligo vaccinale.

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I bambini nel frattempo potranno andare a scuola?

Abbiamo contattato Ust di Mantova e Cremona per capire se in bambini che non risultano in regola entro il 20 marzo, i cui genitori si avvarranno quindi della proroga, possono frequentare la scuole dell’infanzia e le elementari. Il professor Donati ci ha confermato che, attenendosi alle disposizioni di legge vigenti, i bambini potranno frequentare comunque asilo ed elementari.

Cosa succede ai genitori che non hanno garantito la copertura vaccinale ai bimbi?

Per ciò che concerne le scuole dell’infanzia, non essendo obbligatorie, potrebbe scattare l’espulsione. Ogni situazione verrà valutata caso per caso. Diversa è la situazione per le scuole elementari che, essendo scuole dell’obbligo, non possono certo impedire la frequenza ai bambini. In questi casi saranno previste sanzioni pecuniarie ma nessuna espulsione dalla scuola. Inizialmente il disegno di legge prevedeva che i genitori che rifiutassero di garantire ai figli le vaccinazioni obbligatorie venissero segnalati in modo che fosse valutata l’adeguatezza della patria potestà. Questa parte non è stata poi approvata con il risultato pratico che chi non intende vaccinare i propri figli si limiterà a pagare una multa e continuerà a mandarli a scuola, in barba alle indicazioni mediche.