Quando una donna diventa mamma per la prima volta può attraversare un momento delicato e trovarsi improvvisamente a nuotare in un mare sconosciuto.

Welfare di comunità di Fondazione Cariplo: le Isole di Wendy

Con la voglia di essere un approdo sicuro nascono le Isole di Wendy, luoghi accoglienti prevalentemente per mamme, ma anche per papà, nate nell’ambito di Milano Sei l’Altro,uno dei progetti della seconda edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo, che a Milano promuove un modello di welfare comunitario territoriale per rispondere al crescente bisogno di conciliazione tra vita privata e lavorativa.

Natascia Giordano, responsabile delle Isole di Wendy

“Le Isole di Wendy si rivolgono prevalentemente a neomamme che non hanno la famiglia vicina e che vivono una situazione delicata e di isolamento temporaneo. Non lavoriamo sull’emergenza ma sulla prevenzione. Fra gli esercenti ci sono alcune donne cinquantenni che in passato si sono sentite sole e che oggi hanno deciso di mettersi al servizio della comunità”.

Le Isole di Wendy

Le Isole di Wendy sono spazi comodi e funzionali per prendersi cura del proprio bambino quando si è fuori casa ma soprattutto sono luoghi di incontro dove è possibile dar vita a momenti di socialità, attività di confronto e apprendimento che migliorano e semplificano l’esperienza dell’essere genitori. Si trovano all’interno di esercizi pubblici o commerciali, in spazi aziendali e presso realtà attive sul territorio che decidono di aderire al progetto. Le Isole di Wendy sono divise in due macrocategorie: le Isole madri con sede nelle 4 cooperative, chiamate così perché qui si svolgono la maggior parte delle iniziative di fundraising e tutte le altre con sede presso esercenti dove si svolgono eventi di sensibilizzazione sul tema della cura. La prima Isola di Wendy è nata nell’estate del 2016, nel Circolo ACLI Terre e Libertà, il primo esempio di “Isola” dove dare avvio alla costruzione di risposte alle necessità che emergono dalla genitorialità. Nel giro di tre anni le Isole sono diventate trenta, sono sparse in tutta la città e si riconoscono da un adesivo apposto sulla vetrina. In ognuna c’è un’area per il cambio del pannolino, una poltrona per allattare, un’area giochi e uno spazio per gli incontri.

Chi ha aderito al progetto

Hanno aderito al progetto farmacie, librerie, caffetterie, negozi di giocattoli, laboratori artistici che aprendo le loro porte, sono diventate dei punti di riferimento all’interno del proprio quartiere. Con il quartiere le Isole hanno anche aperto un dialogo, come per esempiol’Isola di Wendy CD Giambellino frequentata da molte mamme straniere, che ha proposto una “Lettura di favole dei paesi d’origine in lingua materna”.

Gli eventi di sensibilizzazione

È ogni Isola infatti a proporre i propri eventi di sensibilizzazione che vengono poi organizzati dagli esercenti insieme al manager di comunità, una figura professionale del terzo settore con esperienza nel campo dell’educazione e della prima infanzia. Le farmacie organizzano molti incontri sul tema della salute: allergie, disostruzione pediatrica, igiene dentale mentre gli esercenti propongono più frequentemente eventi pedagogici, culturali e ricreativi. Fra le iniziative anche quelle dedicate alla formazione e all’orientamento professionale, perché spesso le neomamme si ritrovano anche a doversi reinventare lavorativamente.I formatori, selezionati dal progetto Milano Sei l’Altro, sono professionisti che hanno scelto di offrirsi gratuitamente alla comunità.Ma ci sono anche dei luoghi che nascevano Isole un po’ per vocazione e che il progetto ha saputo intercettare e coinvolgere, come la pasticceria Carta da Zucchero nel quartiere Baggio. Le due proprietarie, due donne cinquantenni che avevano vissuto la maternità anche come esperienza di isolamento, sono entrate in empatia con i bisogni e le insicurezze delle neo-mamme e hanno attivato interventi di supporto e socializzazione. Qui ogni giorno si incontrano le mamme per fare colazione o merenda davanti a dei dolci semplici della tradizione familiare. Ecco perché questo luogo non ha solo il sapore dei dolci biologici ma ha soprattutto un sapore di casa.

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La libreria Corteccia

La libreria Corteccia in zona 6 a Milano, invece, diventata un’Isola di Wendy un paio d’anni fa e ha ospitato laboratori creativi e incontri sullo sviluppo del linguaggio, sull’importanza del rilassamento, sui no e le regole e sul rientro al lavoro insieme agli psicologi, logopedisti e pedagogisti, educatori del progetto. Grazie alle Isole di Wendy la libreria è diventata sempre più un punto di riferimento per il quartiere. Agli incontri ogni volta la partecipazione è alta e si crea una bella atmosfera. Ci sono mamme e nonne affezionate grazie alle quali nascono interessanti confronti intergenerazionali.

Alice, libreria Corteccia

“Siamo contente perché crediamo che questi incontri oltre ad essere piacevoli siano anche molto utili. Sta nascendo una rete di mamme della quale ci sentiamo parte, essendo mamme anche noi. Siamo diventate isole di Wendy perché il progetto sposava la nostra filosofia. Avevamo già un’area giochi, uno spazio per gli incontri e una poltrona per allattare. Il fasciatoio ce l’hanno fornito loro.”

Racconta Alice, una delle due proprietarie della libreria Corteccia.

Un vero e proprio arcipelago

A un anno dalla conclusione del progetto, il progetto Milano Sei l’Altro sta favorendo la nascita di un comitato delle Isole di Wendy che sarà condotto dagli esercenti con l’obiettivo di mettere in relazione le isole e aiutarle a scambiarsi le buone pratiche. Perché non siano più solo delle isole ma diventino un vero e proprio arcipelago.