Ristrutturare casa conviene, anche nel 2019. La Legge di Bilancio ha prorogato gli incentivi per la ristrutturazione della casa anche per l’anno attualmente in corso. Significa che per tutte le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019 sarà possibile usufruire di una detrazione dall’Irpef del 50%, con un limite massimo di spesa che corrisponde a 96mila euro per unità immobiliare. Il riferimento è ovviamente per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali. Restano confermate anche le modalità dell’agevolazione, che deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Naturalmente non finisce qui: una detrazione Irpef, sempre entro l’importo massimo di 96mila euro, è prevista anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati. Insomma, ristrutturare casa conviene.

Confermato anche il Bonus Mobili

Altra importante agevolazione che è stata confermata dalla Legge di Bilancio emanata negli ultimi giorni del 2018 è quella che riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni): quando si ristruttura casa è bene dunque pensare anche all’arredamento, per godere degli incentivi fiscali in questione. Ancora per un anno dunque si potrà approfittare della detrazione Irpef del 50% (con un tetto fissato a 10mila euro per unità immobiliare). Attenzione alle date però: l’agevolazione potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dall’1 gennaio 2018 (la data di avvio dei lavori deve essere antecedente a quella dell’acquisto dei mobili).

Ristrutturare casa conviene

Dubbi? Sappiate che, secondo l’Agenzia delle Entrate, tra i mobili rientrano letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Leggi anche:  Tetto da ristrutturare? Niente paura…

Oltre alle spese dei lavori

Inoltre è bene poi ricordare che, oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse; le prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento; le spese per la messa in regola degli edifici e delle norme Unicig per gli impianti a metano; le spese per l’acquisto dei materiali; il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti; le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi; l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori; gli oneri di urbanizzazione; gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Quando c’è l’obbligo di trasmissione all’Enea

Concludiamo con una «novità» introdotta lo scorso novembre (quindi prima della Legge di Bilancio), ma sui è bene fare chiarezza. Chi esegue interventi edilizi che beneficiano del bonus ristrutturazioni ma comportano anche risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili, hanno l’obbligo di trasmettere i dati dell’intervento all’Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologia, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).