Stefano Tarsitano se n’è andato una settimana dopo il malore che lo ha colpito mentre era alla guida. Aveva 31 anni e regalava a chiunque, anche a chi incrociava lungo la strada per pochi istanti, i modi gentili, il carattere umile, ma soprattutto la sua grande passione per la musica e per la batteria. Passione che, condivisa con un gruppo di amici, aveva fatto nascere la band «Chaos Plague», di genere «Prog-Death Metal», con cui in passato Stefano ha condiviso tanti palcoscenici, progetti e sogni. E oggi i suoi cari, per riuscire a sopportare il dolore di una morte così ingiusta e improvvisa a 31 anni, preferiscono immaginarlo dietro alla sua amata batteria mentre dà sfogo a tutto il talento.

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31enne muore dopo un malore

Il 31enne era a bordo della sua automobile insieme alla fidanzata quando, all’ora di pranzo, era stato colto da un malore. Stefano era riuscito ad accostarsi davanti al campo sportivo di viale Europa a Tradate evitando di causare un incidente in Varesina. Le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi, tanto da far intervenire un’ambulanza del Sos Mozzate, un’automedica e un elisoccorso partito da Como, che ha trasportato il 31enne in codice rosso a Lecco, dove a distanza di una settimana è deceduto.

La lettera della madre

La mamma di Stefano, Rosella Ferraro Tarsitano, ha voluto ricordare così il figlio scomparso prematuramente:

“Ho perso un figlio, Stefano, 31 anni, un mese fa, per un arresto cardiaco. Sindrome di Brugada. Ingegnere fisico, gran lavoratore, batterista appassionato, autore di poesie bellissime, ma soprattutto un figlio dolce, affettuoso, molto educato. Aveva due occhi verdi bellissimi. Innamorato della sua fidanzata e legato alla sua famiglia e ai suoi amici. Abbraccio il suo papà, i suoi fratelli Lorenzo e Michela, facciamo squadra, come sempre, ci amiamo molto e andiamo avanti… ma io mi sento una madre spezzata. La sua mancanza è troppo forte e non me ne faccio una ragione, di questa morte prematura e ingiusta. Lo so che non sono l’unica madre ad aver perso un figlio, ma vorrei condividere questi pensieri con tutte le madri che hanno vissuto questa terribile esperienza. Il dolore di una madre per la perdita di un figlio è un dolore viscerale, tremendo. Io penso spesso al giorno in cui Stefano è nato. Mi sentivo onnipotente, sicura che avrei cresciuto al meglio il mio cucciolo, avrei lottato per lui, lo avrei protetto… Come ogni madre avevo lasciato in fondo al cuore e alla mente il terrore che gli potesse accadere qualcosa di incontrollabile e fatale… La nostra famiglia, dopo una settimana di coma irreversibile, ha dovuto lasciare andare Stefano. Per me il distacco fisico da lui è stato devastante. Le sue ceneri sono qui a casa con noi. Io non riesco neanche a concepire l’idea di portarle al cimitero. Ho tanto amore e affetto intorno a me, ma mi manca disperatamente mio figlio. Ogni sera mi addormento sperando di sognarlo e ogni  mattina mi aspetta  l’incubo di un altro giorno senza di lui”.