E’ già un caso nazionale l’arresto nella serata di ieri, lunedì 20 maggio, nella città di Como del magnate russo Andrey Smyshlyaev. Ad arrestarlo, essendo stato emesso un mandato di cattura internazionale da parte della sua madre patria, sono stati gli agenti della Questura di Como. L’accusa è per truffa e bancarotta fraudolenta per i quali in Russia la pena da scontare è di 10 anni. Eppure è proprio sul capo di imputazione che il caso diventa più misterioso. Smyshlyaev, incensurato in Italia, infatti sarebbe accusato di un ammanco intorno ai 40mila euro, una cifra irrisoria che sembra un pretesto per riportare forzatamente l’imprenditore in Russia.

Arrestato magnate russo sul lago di Como

Secondo quanto è stato possibile ricostruire infatti l’imprenditore non farebbe ritorno in Russia da tempo, tanto che la sua vita fino a ieri sera si svolgeva tra Londra e l’Italia (sul lago ha una villa) grazie al suo aereo privato sempre disponibile a Linate. C’è chi dice che alla base dell’arresto ci sarebbero questioni di potere, che Smyshlyaev sarebbe un oppositore del governo di Vladimir Putin e che ciò non sarebbe gradito in patria.

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Proprio per questi retroscena politici l’avvocato difensore del magnate russo, Alexandro Maria Tirelli dice no all’estradizione. “Per un reato del genere non ha senso emettere un mandato d’arresto internazionale, sarebbe bastato convocarlo per chiedere chiarimenti – sottolinea l’avvocato di Smyshlyaev che aggiunge – Non appena arriveranno i fascicoli dalla Russia valuteremo approfonditamente la vicenda ma solo un anno fa la Corte d’Appello di Genova negò in un altro caso l’estradizione perché la Russia non rispetta i diritti umani dei detenuti. Se le cose andassero diversamente, sarei preoccupato per l’incolumità del mio cliente”.

Per il momento quindi Smyshlyaev rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria al carcere Bassone di Como e attende la decisione della Corte d’Appello di Milano. Trattandosi di un caso di estradizione però la questione potrebbe spostarsi anche sul piano politico. A decidere sull’estradizione potrebbe essere anche il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: nel caso proseguirà nel solco della tradizione negando l’estradizione verso la Russia oppure seguirà l’apertura del Governo gialloverde a Putin e la concederà?

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