La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone per l’assalto ad un portavalori sulla Rho-Monza.

Assalto ad un portavalori a Bollate

Il colpo, messo a segno il 15 ottobre 2016 in via La Cava, fruttò un bottino molto consistente di gioielli .Molti di questi storici della ditta Bulgari, della collezione “Heritage”, del valore stimato superiore i 4 milioni di euro. Due furgoni della ditta “Ferrari”, dopo essere usciti dal sede  della società “Battistoli” a Paderno Dugnano, sono stati bloccati da almeno 5 persone travisate in volto e armate. Giunti sul posto a bordo di tre auto, con l’aiuto di una motosega, hanno creato un’apertura nel furgone per asportare la refurtiva. Una delle auto è stata poi abbandonata sul luogo della rapina e i malviventi sono scappati con le altre due macchine.

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Le indagini

Durante la prima fase dell’indagine sono state visionate svariate ore di videoriprese nelle zone limitrofe, in particolare telecamere della rete autostradale e telecamere della poco distante ditta «Battistolli», ove i gioielli erano stati prelevati poco prima dell’assalto. Ma è solo grazie ad una attenta analisi delle tracce virtuali sulla scena del crimine che è stata avviata l’attività investigativa che ha portato all’individuazione dei componenti del gruppo criminale di origini pugliesi. Ed infatti, da un lato l’analisi del traffico di cella concentrato nelle zone interessate dalla rapina, dall’altro l’esame dei tabulati delle utenze citofono riscontrate, ha permesso di risalire, uno dopo l’altro, ai reali utilizzatori dei telefoni: tutti soggetti gravitanti prevalentemente nella provincia di Foggia. Delle stesse autovetture utilizzate, la Lancia Delta ed una Renault Megane, poi ritrovata abbandonata in provincia di Milano, utilizzate entrambe durante il furto, tre giorni prima della rapina ne è stato riscontrato il transito dalle telecamere autostradali in prossimità di Poggio Imperiale (FG) e Cerignola (FG). Il sopralluogo del personale del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Milano e la successiva attività di laboratorio è stata determinante per estrapolare un profilo di DNA dalla traccia ematica lasciata da uno dei rapinatori che si è procurato un taglio mentre asportava i pacchi dal furgone.  Durante l’attività investigativa la Squadra Mobile di Salerno, eseguendo delle misure cautelari per altri reati, ha arrestato G.V.D.A. e C.M., foggiano, figura emersa nel corso dell’attività sulla rapina al portavalori «Ferrari» per essere il canale attraverso il quale i gioielli sarebbero stati ricettati. Nel suo telefono cellulare, infatti, sono state ritrovate decine di foto dei gioielli riconosciuti come quelli rapinati il 15 ottobre 2016.

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Gli arrestati

La Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nella provincia di Foggia e di Barletta-Andria-Trani, emessa dal G.I.P. dr. Carlo Ottone De Marchi su richiesta della Procura della Repubblica di Milano, Dott.ssa Isabella Samek Lodovici, nei confronti di sette persone, G.V.D.A. 41 anni Cerignola, R.D. 29 anni Canosa di Puglia, F.M. 43 anni, C.L. 42 anni di Manfredonia, C.V. 41 anni Barletta, F.S. 37 anni San Giovanni Rotondo, A.Q. 43 anni San Giovanni Rotondo già detenuto presso la casa circondariale di Melfi, ritenute responsabili di una rapina pluriaggravata ai danni di un furgone portavalori della società di trasporti “Ferrari”.