Blitz antidroga della Questura di Milano coinvolge anche Cerro Maggiore.

Blitz antidroga: la Polizia sgomina traffico di stupefacenti

La Polizia di Stato ha eseguito oggi, lunedì 4 giugno, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone (18 italiani, tre albanesi e un romeno) per traffico di sostanze stupefacenti. I poliziotti della Squadra investigativa del Commissariato Centro della Questura di Milano hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Tribunale di Milano a conclusione di complesse indagini iniziate nel 2016. Nel corso dell’operazione, denominata Mongolfiera, sono stati denunciati 46 soggetti alla Procura della Repubblica di Milano, coinvolti a vario titolo nel traffico di sostanza stupefacente e sequestrati oltre 600 chilogrammi di droga di vario genere (hashish, marijuana e cocaina).

Tra gli arrestati un candidato consigliere di Cerro Maggiore

Tra i 22 arrestati c’è anche il 37enne Luca Lucci, capo ultras della curva sud del Milan, che secondo gli inquirenti riceveva la droga dagli albanesi all’interno della sede dell’associazione Al clan di Sesto San Giovanni e poi si occupava di ridistribuirla in città. Lucci ha diversi precedenti per reati sportivi (è destinatario di Daspo) ed è stato condannato per l’aggressione a Virgilio Virgi Motta, l’interista che nel corso del derby Milan-Inter del 15 febbraio 2009 allo stadio Meazza aveva perso un occhio a causa di un pugno sferratogli dall’ultrà. A fare da collegamento tra il clan albanese che riforniva Lucci e quello italiano guidato da Luca Boscherino, 33 anni, di Vibo Valentia, secondo la ricostruzione della Polizia era il cerrese Massimo Mandelli, uno dei responsabili degli steward volontari dell’Inter, candidato consigliere comunale nelle file della lista Noi per Cerro Maggiore e Cantalupo-Casapound Italia alle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno.

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“Confido nel lavoro della Magistratura, sono convinto che ne uscirà pulito”

“Ho appreso la notizia poco fa – commenta Fabio Tomasoni, candidato sindaco della lista Noi per Cerro Maggiore e Cantalupo-Casapound Italia – e, se i fatti ricostruiti nell’indagine fossero confermati, ovviamente prenderemo le distanze dell’accaduto. Mi riservo di approfondire la questione, perché conosco da tempo Mandelli e fatico veramente a pensare che possa essere implicato in vicende del genere. Non escludo che possa essere finito nei guai per colpe non sue. Anche perché come candidati alle elezioni siamo sotto la lente d’ingrandimento e Mandelli, come gli altri del resto, è risultato pulitissimo”.