In foto Valentino Ceriani, sindacalista della Fim-Cisl.

Cancelli chiusi all’ex Parma da lunedì 5 agosto.

Cancelli chiusi all’ex Parma, 35 lavoratori a casa

Da lunedì 5 agosto i cancelli alla storica azienda «Parma Antonio & Figli» sono chiusi e i 35 lavoratori sono stati messi in cassa integrazione straordinaria per cessazione. L’azienda dal 1870 progetta e costruisce sistemi integrati di sicurezza. La società, che ha la sede legale in via Garibaldi a Saronno e quella operativa in via Varese a Solaro, da tempo stava attraversando una crisi economica fino ad arrivare alla situazione di questi ultimi giorni. Da lunedì i 35 dipendenti della storica azienda, che negli anni d’oro contava centinaia di lavoratori, si ritrovano senza lavoro e senza una prospettiva. Allo stato dei fatti lo stabilimento non riaprirà più, anche se si spera che un minimo di attività possa proseguire comunque, rilanciando la produzione sotto altre forme.

Le parole del sindacalista Ceriani

«Venerdì scorso abbiamo avuto un incontro con i lavoratori che si erano riuniti in assemblea e abbiamo comunicato loro l’avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione – ha spiegato Valentino Ceriani, sindacalista della Fim Cisl – La situazione dell’azienda era nota, tanto che a dicembre i dipendenti non hanno avuto la tredicesima, certamente questa ultima notizia è stata una doccia fredda per tutti loro, soprattutto dato che è arrivata alla vigilia della chiusura per il periodo di ferie. Purtroppo lo stabilimento però non riaprirà più e a oggi i cancelli dell’azienda sono chiusi. E’ stato un declino lento nel tempo, forse non c’è stata una visione lungimirante per cercare di trovare altre strade». «Era prevista una chiusura lunga per l’estate, ma si sperava diversamente – ha continuato – E’ da qualche anno che l’azienda versa in grosse difficoltà, tutti erano a conoscenza della situazione e dei problemi.

La vicenda raccontata da Ceriani

Valentino Ceriani, sindacalista della Fim-Cisl, sta seguendo la vicenda e ha un continuo confronto con i lavoratori. «I dipendenti hanno ancora da recuperare la tredicesima e purtroppo al momento è difficile che riesca anche ad avere lo stipendio di luglio. Una situazione che è precipitata. L’azienda ora è stata messa in liquidazione, in attesa della richiesta di fallimento. Quello che ora si spera è che venga nominato un curatore fallimentare che arrivi a mantenere un minimo di attività lavorativa. Tra l’altro pare che qualche ordine ci sia e per quanto in gravi difficoltà sembrava che ci fosse la volontà di non perdere clienti». La speranza è che subentri qualcuno e che si possa riprendere l’attività lavorativa con una nuova società. «Sarebbe davvero un peccato vedere la chiusura definitiva di un’azienda storica e che ha dato lavoro a centinaia di persone da 150 anni. Ora visto anche il periodo di ferie si riprenderà tutto a settembre, quando sarà validata in sede ministeriale la nomina del curatore fallimentare. Resta il dispiacere ora che i lavoratori resteranno senza stipendio per un po’ perché con il pagamento diretto passerà del tempo prima che scatti la cassa integrazione» ha concluso Ceriani.