Corbetta piange Gigi, il vetrinista col cuore grande. Creativo, generoso, pieno di voglia di vivere. Così verrà ricordato da tutti Luigi Grassi, classe 1944, conosciuto in città come «il Gigi». Una vita da impiegato, poi negli anni ‘90 la pensione. Nel frattempo, un’attività parallela che l’ha consacrato come «il vetrinista di Corbetta».

Corbetta piange Gigi, il vetrinista col cuore grande

Tutti i negozi storici si sono avvalsi, almeno una volta, della sua abilità nell’allestire le vetrine, soprattutto nell’annuale festa di ottobre. Una passione nata in gioventù, quando fece un corso, e che ha portato avanti per tutta la vita. Anche a casa, gigi amava creare: composizioni floreali che poi usava per addobbare stanze e spazi condominiali, ghirlande natalizie, omaggi alle inquiline del palazzo. Lui, che, dopo la morte dell’amata mamma, assistita fino all’ultimo al Golgi di Abbiategrasso, decise di dedicarsi al volontariato, a quegli anziani, malati e deboli ai quali faceva compagnia, con cui ballava, donava sollievo, aiuto, un sorriso. Quel sorriso con cui i figli Chiara e Lorenzo, insieme alla moglie Angela, lo vogliono ricordare: «Non ha mai perso la voglia di vivere, nonostante il Parkinson lo stesse consumando. Da un paio d’anni si è aggravato, fino a dover stare in carrozzina e, negli ultimi tempi, a pesare 30 chili. Ma lui voleva vivere, sorrideva, si prendeva in giro. Una forza di volontà impressionante, che ci porteremo come esempio per tutta la vita».

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Il ricordo

Un «ragazzo» di una volta Gigi, di quelli che vivono la comunità a fondo, ne fanno parte, la animano. Volontario anche in parrocchia, aiutava chiunque come poteva: «Un anno donò la sua sciarpa a un malato alla casa di riposo che non aveva nessuno. quando non riuscì più ad andare al Golgi, si dedicò alla casa di riposo “Don Cozzi” di Corbetta», ricorda il figlio. Nel 2009 tale generosità e impegno gratuito gli valse il premio testimonianza e solidarietà suor Michelina. Lui, emozionato e commosso, lo ritirò con la solita umiltà. Lo scorso carnevale, ormai in carrozzina, prese un cartello, ci scrisse «nuova Fiat 500 modello Inps» e sfilò insieme ai carri. «Quel suo spirito mi ha cambiato la vita per sempre – conclude Lorenzo -, gli dicevo di lasciarsi andare, di volare via, perché soffriva troppo. E lui rispondeva: “Perché? E’ così bello vivere”. Quel coraggio, quel non lamentarsi mai… mi hanno insegnato tanto. Giovedì 4 luglio le esequie nella chiesa parrocchiale. Nei cuori dei corbettesi il sorriso gentile di un uomo generoso, creativo e pieno di vita. I condomini, cui lui lasciava messaggi, ghirlande e decorazioni, lo hanno salutato con un messaggio: «Siamo convinti che Gigi ci possa vedere da lassù, con un battuta o un pensiero positivo che ha avuto per ognuno di noi. Inutile dire che ci mancherai e rimarrai sempre con noi».
Valentina Pagani