Sono undici le persone arrestate questa mattina con le accuse di associazione per delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio,  per aver incassato 7, 5 milioni di euro fondi di stato attestando servizi mai resi per l’accoglienza di migranti. In sostanza dichiaravano di accogliere e assistere i profughi, ma non era vero: e nel frattempo evadevano il Fisco, richiedevano rimborsi non dovuti… insomma, secondo la Guardia di Finanza di Lodi e la procura di Milano, se ne inventavano di tutti i colori per fare business.

L’inchiesta dell’anticorruzione di Milano e della guardia di Finanza di Lodi

L’inchiesta, partita dall’operazione congiunta dell’Anticorruzione di Milano e dalla Guardia di Finanza di Lodi, ha portato a  undici misure cautelari, di cui una in carcere e 5 ai domiciliari, tra Lombardia e Campania.

Onlus collegate a pluripregiudicati dell’ndrangheta

Come dichiarato dalla Guardia di Finanza, molte delle persone coinvolte “risultano essere collegate a noti pluripregiudicati appartenenti alla ‘ndrangheta, i quali le hanno sfruttate per far ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza”. Veniva “attestata, falsamente, la possibilità-necessità di poter accedere ai benefici di legge attraverso l’assunzione presso le cooperative”.

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La conferenza stampa

L’attività delle onlus fittizie

Sono quattro le onlus finite nel mirino degli investigatori, rispettivamente tra Lodi, Milano e Parma. Volontari senza frontiere, Milano solidale, Amici di Madre Teresa, Area solidale onlus: questi i nomi delle onlus risultate fittizie.

Riuscivano a partecipare ai bandi delle prefetture dichiarando servizi che i migranti non hanno mai ricevuto, con tanto di professionisti competenti inseriti nell’organico della onlus. Risultavano essere presenti e attivi psicologi, assistenti sociali,  avvocati. Grazie all’operazione fake onlus è stato accertato che nessuno di questi soggetti è mai stato realmente attivo nelle Onlus.

Appena venivano percepiti i bonifici dalle Onlus, i soldi venivano contestualmente girati e sparivano.

A capo di tutto Daniela Giaconi

Daniela Giaconi, attualmente in carcere a seguito degli arresti di stamane, ha creato la “galassia di fake onlus” reclutando pregiudicati che avevano scontato misure alternative al carcere.

Il meccanismo era semplice: appena i soldi arrivavano dalle prefetture alle associazioni, i dipendenti li prelevavano per fini propri senza svolgere il lavoro di assistenza ai migranti per cui venivano pagati.