Disarticolata filiera del falso tra la provincia di Lodi e la provincia Milano. Sequestrato un opificio ed un magazzino di stoccaggio di merce contraffatta.

Prodotti venduti a San Siro e Assago

Nell’ambito del controllo economico del territorio i finanzieri del Gruppo di Lodi hanno individuato un sodalizio criminale dedito alla produzione e successiva commercializzazione di prodotti contraffatti. Sono state poste sotto sequestro due aree industriali, una a Lodi Vecchio (LO) adibita a magazzino di stoccaggio, ed una a Gudo Visconti (MI) dedicata alla produzione della merce contraffatta.
Come riporta GiornalediLodi.it, le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lodi hanno permesso di disarticolare il gruppo di soggetti che risultava fornire la quasi totalità di gadget contraffatti posti in vendita in occasione dei grandi eventi musicali allo stadio San Siro di Milanoed al forum di Assago (MI).
Attraverso numerosi servizi di osservazione si è riusciti ad individuare il sito di stoccaggio, nel lodigiano, e successivamente il luogo di produzione della merce contraffatta nel milanese dove si è palesato agli occhi dei militari un vero e proprio opificio, attrezzato con costosi macchinari, dedito ad una vera e propria produzione di carattere industriale di prodotti contraffatti.

Individuati i responsabili

Coinvolti nelle attività delittuose una società di comodo, con a capo una cittadina di origini siriane, H.H. di anni 44 residente nella provincia di Milano ed un cittadino di origini rumene G.H.D. di anni 40 residente anch’esso nella provincia di Milano, mentre un cittadino di origini italiane G.B.Z. di anni 69 e un cittadino di origini bengalesi A.R. di anni 39 entrambi residenti in provincia di Lodi gestivano il magazzino di Lodi Vecchio.

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I sequestri di capi e macchinari

L’operazione che ha permesso di fare piena luce su un ampio sistema illecito fortemente lesivo sia per gli operatori economici del settore che dei consumatori finali; inoltre, sottraggono opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole. Nel complesso sono stati sottoposti a sequestro oltre 53.000 capi di abbigliamento, oltre 100 cliché riproducenti noti brand musicali, macchinari per la produzione e 2 capannoni per un valore totale stimato di circa 3.500.000 euro.