A partire dal 2013, Gaia servizi aveva contestato alla cooperativa gravi inadempienze contrattuali nella gestione della RSA, tanto che  che, di  nel giugno del 2014  Gaia rescisse anticipatamente il contratto, in scadenza un mese dopo.  Nell’ottobre del 2014 la cooperativa ha promosso un procedimento civile innanzi al Tribunale di Milano per contestare la legittimità della risoluzione anticipata del contratto, chiedendo un risarcimento. Ora è arrivata la mediazione.

Un po’ di storia

Gaia Servizi si costituiva in giudizio richiedendo il rigetto delle domande avanzate dalla cooperativa e, a sua volta, richiedeva la condanna della cooperativa al pagamento dei danni patiti a titolo di prestazioni contrattualmente previste, ma non erogate dalla cooperativa negli anni tra il 2009 e il 2014, oltre al danno di immagine subito in conseguenza della cattiva gestione della Casa per anziani.

La sentenza di giugno

Nel giugno del 2017, il Tribunale di Milano, con sentenza parziale non definitiva, riteneva legittima la risoluzione del contratto d’appalto effettuata da Gaia e disponeva con separata ordinanza una consulenza tecnica d’ufficio al fine di quantificare i danni arrecati a Gaia per il mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte della cooperativa in relazione alla presenza del personale tra il 2009 e il 2013. La cooperativa si riservava di proporre appello contro questa sentenza all’esito della disposta consulenza tecnica.

Il ricorso al Tar

Precedentemente la cooperativa aveva presentato un ricorso al Tar per il riconoscimento del compenso revisionale connesso alla rivalutazione Istat ed agli intercorsi aumenti del Contratto Cooperative Sociali per l’intero periodo di espletamento del servizio d’appalto da parte della Cooperativa, che Gaia non aveva corrisposto sul presupposto dei gravi inadempimenti contestati. Nel corso delle operazioni peritali Gaia, tramite il proprio legale, si rendeva disponibile a valutare la possibilità di raggiungere un accordo con la Cooperativa e, pertanto, dava mandato all’avv. Antonio Ditto di ricercare un accordo tra le parti che rispettasse il dispositivo della sentenza parziale non definitiva di primo grado e per tentare di porre fine complessivamente al contezioso pendente con la Cooperativa che, tra ricorsi e appelli si poteva trascinare ancora per molti anni.

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Trovato l’accordo

A seguito di lunghe e non facili trattative – tenuto conto della condanna di primo grado nettamente a favore di Gaia – i legali delle parti riuscivano finalmente a trovare un accordo per porre fine ai due contenziosi in essere attraverso il risarcimento in favore di Gaia di una somma di circa 400.000 euro, in parte trattenuta dall’escussione della fidejussione e in parte da stornare con note di credito per fatture emesse. Questo accordo veniva ritenuto soddisfacente da parte di Gaia e veniva quindi siglato ufficialmente dalle parti il 15 gennaio scorso alla presenza del Giudice.

Il commento

“Il Cda di Gaia Servizi esprime soddisfazione per la conclusione positiva di questo contenzioso e rimarca la legittimità e correttezza della decisione assunta nel 2014 dal Cda di Gaia SUS, di interrompere anticipatamente il contratto per motivazioni che sono state riconosciute legittime dalla sentenza”.