Il 27 maggio del 2018 aveva gambizzato nel Rugareto a Cislago un cliente che gli doveva 2400 euro. Arrestato 25enne di Turate.

Gambizzato nel Rugareto, arrestato l’autore

E’ stato arrestato stamattina, giovedì 24 ottobre, il 25enne di Turate che il 27 maggio del 2018 aveva sparato al piede di un 27enne di Gerenzano all’interno del bosco del Rugareto, a Cislago, che gli doveva 2400 euro per droga acquistata e non pagata. Il giovane è accusato di lesioni personali aggravate, estorsione, porto illegale di arma clandestina e spaccio di sostanze stupefacenti.

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Falsa pista

Le indagini non sono state semplici. Anche perchè inizialmente la vittima, che lei stessa aveva chiamato il 112 chiedendo aiuto, aveva raccontato di esser stata aggredita da due magrebini, uno dei quali armato di pistola. Dichiarazioni che però sono presto risultate ai carabinieri poco verosimili e contraddittorie. A smuovere le indagini fornendo elementi chiave, il bossolo del colpo esploso nel parco, un calibro 45 ACP, poco comune. Incrociando i dati relativi al proiettile  con un software sofisticato inserito in un database contenente tutte le armi utilizzate per commettere delitti, i carabinieri di Saronno hanno trovato compatibilità con un’arma già utilizzata per perpetrare una rapina in provincia di Como, come confermato anche dalle perizie balistiche eseguite dagli esperti del RIS di Parma.

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Debiti di droga ed estorsione

Da lì le indagini sono proseguite con il vaglio delle telecamere di videosorveglianza, il controllo delle cellule telefoniche e l’esame delle conversazioni nel cellulare della vittima. Fino a consentire  di risalire all’identità dell’autore della sparatoria, un 25enne di Turate (CO) già noto alle forze di polizia, nonché ad accertare la
natura dell’evento, riconducibile ad un debito di droga: l’aggressore forniva alla vittima, mediamente, 400 grammi di marijuana al mese, tanto che il 27enne era arrivato ad accumulare un debito pari a 2.400 euro.

Coinvolta anche la sorella

Nei guai non solo il turatese, anche la sorella denunciata per  concorso in estorsione. Come emerso dalle indagini, più volte lei era arrivata a minacciare la sorella della vittima perchè saldasse il debito contratto dal fratello.


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