Con la classica  scusa dell’acqua inquinata un falso tecnico dell’acquedotto è riuscito ad introdursi in una casa di Tradate,  a spruzzare un narcotizzante all’anziana spillandole l’oro, i soldi  e riuscendo a farsi consegnare anche le vere nuziali che indossava.

“L’acqua è inquinata, una donna è stata male” e il falso tecnico raggira 83enne

Nel mirino dei truffatori senza scrupoli Assunta Cristofoletti, una pimpante 83enne storica volontari del rione Ceppine. I truffatori però non guardano in faccia a nessuno e non fanno sconti.  Giovedì mattina al cancello della sua villetta in via Rossini «si è presentato un ragazzo sui 35 anni con una tuta e una giaccone da operaio – racconta Assunta – Non saprei dire di che nazionalità fosse, certo parlava bene l’italiano». Spacciandosi per tecnico le ha fatto credere che c’era stato un guasto all’acquedotto e l’acqua era inquinata: « “Una donna è stata male ed è finita in ospedale”, mi ha detto». Intimorendola, il falso tecnico è riuscito a introdursi in casa.

Le fa aprire i rubinetti e le spruzza una sostanza per intontirla

Il falso tecnico«Mi ha fatto aprire tutti i rubinetti e mentre azionavo quello della cucina mi ha spruzzato qualcosa perché ho iniziato  a tossire, ad avere un bruciore alla gola e ho cominciato a sentirmi un po’ confusa e stordita», rammenta Cristofoletti che nonostante la sua non più verde età (ha appena compiuto 83 anni) è tutt’altro che sprovveduta. «Non riesco ancora a capacitarmene. – continua-  Mi ha chiesto di radunare tutto l’oro e i soldi nel frigorifero, sfilandomi persino le fedi nuziali, anche quelle del mio defunto marito. Sentivo che stavo facendo una cosa sbagliata, ma non riuscivo a reagire, dopo che mi ha spruzzato quella strana sostanza.  Nutrivo sospetti sulla sua vera identità e gli ho chiesto se non fosse un truffatore».

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Le prende l’oro sfilando le fedi dal dito e fugge

Per  rendere più credibile la messinscena «mi ha chiesto il numero di mio figlio e ha fatto finta di chiamarlo, ma forse ha avvertito il complice». Alla fine messe le mani sulla refurtiva, è fuggito. «Ho  chiamato gli uffici comunali e  mi sono sentita male quando mi hanno detto che nessun tecnico dell’acqua era stato autorizzato . Ero stata raggirata», conclude amaramente.

L’anziana chiama il Comune e arriva la Polizia locale

Immediato l’intervento degli agenti della Polizia locale, che insieme ai carabinieri stanno indagando. «Spero che la mia esperienza – conclude l’83enne – possa essere utili ad altri perché non cadano nel tranello di questi delinquenti. E’ la cosa peggiore che mi sia capitata, non la auguro a nessuno».