L’eurodeputato Lara Comi da oltre un anno vittima di stalking ha testimoniato oggi, giovedì, contro il suo persecutore.

Lara Comi, 20 denunce e l’incubo stalking

Tutto era iniziato nel gennaio 2017. Con i messaggi, continui e morbosi, di Giovanni Bernardini un’imprenditore di Jesolo conosciuto tempo prima a un comizio elettorale. Messaggi che avevano poco a che fare con la politica. “Ti amo”, “mi manchi”, “sei bellissima”. Decine ogni giorno, nonostante lei continuasse a dirgli di smetterla. La prima denuncia, poi la seconda, una terza. Ventidue da allora, l’ultima a marzo dopo la precedente data del processo quando dopo un arresto e il patfeggiamento ai domiciliari, cercando di aggirare il divieto di comunicazione le aveva inviato, sotto nome di Andrea Corsini, persino la ricevuta d’acquisto delle fedi nuziali. “Guarda amore, ti piacciono?”. Aveva anche fissato la data del matrimonio, il 13 maggio.

“Ho dovuto cambiare casa”

L’uomo si sarebbe anche presentato a casa sua, con i fiori e due tappeti. “Mi seguiva in tutti i miei appuntamenti – ha ricordato Comi – E mi scriveva per dirmi che era a Saronno, a Verona, o dovunque mi trovassi io”. Persino quando lei partecipò, a Lecco, a una partita di calcio contro la violenza sulle donne.

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Il servizio con la testimonianza dell’onorevole Lara Comi su La Settimana di Saronno di venerdì 18 maggio.