Legionella e polmonite a Brescia: all’allarme generale si aggiunge un caso di morte sospetta di un neonato, riflettori puntati su Ghedi.

Legionella e polmonite: Ghedi sotto la lente

Come riporta BresciaSettegiorni.it, sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte del neonato venuto alla luce all’ospedale di Manerbio e morto solo poche ore dopo il parto.  Quel che è certo è che la gravidanza si è svolta regolarmente, ma il neonato ha avuto problemi respiratori appena venuto alla luce. Una crisi respiratoria dovuta ad un’infezione contratta durante la gravidanza ne ha causato il decesso in terapia intensiva post natale.

Funerale rimandato a Remedello

Morto di polmonite, la Procura blocca il funerale del 57enne Gianfranco Bignozzi, il secondo remedellese stroncato dall’epidemia dopo il 90enne morto all’ospedale di Asola. Era tutto pronto per il funerale, che si sarebbe dovuto celebrare sabato 22 settembre 2018 nella parrocchia di Remedello. Ma la Procura ha bloccato tutto, disponendo l’autopsia sul cadavere, che al momento si trova ancora al Policlinico di Pavia, per capire se sia stato il batterio della legionella a causarne il decesso.

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Ieri nessun nuovo ricovero

Ieri, domenica 23 settembre non risultano nuovi casi di positività alla legionella. Sono, invece, stati 13 i nuovi accessi al Pronto soccorso e 8 i ricoveri.  Ad oggi il numero complessivo di degenti è di 116. I campionamenti delle acque sono proseguiti anche nella giornata di oggi. Si sta nel frattempo facendo strada l’ipotesi che la legionella non sia l’unico responsabile dell’alto numero di malattie registrate nello stesso periodo. Intanto rimangono 116 i ricoverati negli ospedali di zona, 45 invece i casi positivi al batterio su 485 analizzati.