Accusato di aver picchiato e minacciato il candidato sindaco della lista “Fare” , Alfredo Sansone racconta la sua versione dei fatti: “E’ lui che mi ha aggredito”. Si sono querelati a vicenda e saranno i Carabinieri e la Magistratura a far luce sul caso.

Il racconto di Alfredo Sansone

Il noto ristoratore Alfredo Sansone esce allo scoperto e rigetta al mittente le accuse mosse da Massimiliano Russo, leader della lista “Fare” (che si presenterà alle elezioni amministrative di Tradate) e racconta la sua versione dei fatti.

“Venerdì intorno alle 17 ero andato all’agenzia viaggi in centro a Tradate per pagare il biglietto per la vacanza di Ferragosto. Il noto politico tradatese – dichiara Sansone – che stava raccogliendo le firme per la presentazione della sua lista mi ha chiesto di sottoscriverla. Mi sono rifiutato e, pensando che non stesse operando in maniera regolare, ho intimato di chiamare la Polizia locale. A quel punto ha minacciato di farmi chiudere il locale perché a suo dire amico dei più grandi malavitosi milanesi. Minacce che mi risulta avesse già mosso ad un altro commerciante della città. Per evitare discussioni in un negozio l’ho inviato ad uscire e a quel punto mi ha colpito con due gomitate al torace”.

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Anche Sansone finisce in ospedale

Così come Russo, anche Sansone si è rivolto al pronto soccorso e dopo la visita e gli esami radiografici è stato dimesso con una prognosi di sette giorni. Col referto poi si è rivolto ai carabinieri di Tradate per sporgere denuncia.

“Ho paura per me e per la mia famiglia”

“Non è vero che l’ho colpito per una foto su Face book che ritraeva l’auto di un’amica in doppia fila. Non l’ho nemmeno toccato e ci sono testimoni a confermarlo. Se l’avessi davvero picchiato non sarebbe rimasto in piedi – si sfoga Sansone – I violenti sono quelli che sparano pallini, che minacciano anziani o per diverbio di vedute estraggono un coltello”. Poi preoccupato aggiunge: “E’ da tempo che mi offende e mi provoca. E non è la prima volta che minaccia di farmi chiudere il locale. Adesso temo per la mia e l’incolumità della mia famiglia”.

Indaga la Magistratura

I due hanno presentato denuncia ai carabinieri della locale stazione. Russo si è anche rivolto alla Questura di Varese. Ora indagherà la Magistratura che farà luce sul caso.

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