Gabriele Luraschi che domenica ha accoltellato a Veniano Hans Junior Krupe parla dal carcere.

Omicidio nel comasco, dagli schizzi d’acqua all’accoltellamento

“Volevo difendere mio figlio”. Così Gabriele Luraschi, l’operaio di Fenegrò che domenica ha accoltellato e ucciso a Veniano il 25enne Hans Junior Krupe, spiega il perchè del suo gesto. Quella sera Luraschi si trovava sui gradoni del centro sportivo comunale diVeniano con il figlio di 11 anni, entrambi col cellulare in mano. Krupe si era avvicinato alla fontanella vicina per bere dell’acqua e degli schizzi avevano colpito i due e i loro cellulari. Ne è scaturita una lite, lui ha tirato fuori il coltello da 9 centimetri che aveva con sè, a suo dire per far allontanare il giovane. “Ho mosso il coltello e pensavo di averlo colpito alle caviglie”, ha raccontato, anche se l’autopsia non ha rivelato ferite in quel punto. “Quando si è lanciato contro di me ho girato il coltello”. Coltello che, ha spiegato l’avvocato, Luraschi aveva con sè “perchè lo utilizzava per svolgere alcuni lavori nell’appezzamento di terra che coltiva”

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Legittima difesa?

La linea difensiva di Luraschi si poggerà sulla legittima difesa o sull’eccesso colposo di legittima difesa, e su questa base l’avvocato difensore chiederà il riesame per ottenere gli arresti domiciliari. “Il mio cliente si trovava sul primo gradone, Krupe era in alto – ha spiegato l’avvocato – quando lo ha visto avvicinarsi minaccioso, visibilmente ubriaco, si è alzato in piedi. Il mio assistito presenta escoriazioni che confermano la colluttazione tra i due, ha raccontato di essere stato immobilizzato a terra”.

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