Una storia in Polizia lunga 40 anni

Venerdì 30 novembre il suo ultimo giorno di lavoro

«Ho avuto la fortuna di fare per 40 anni un lavoro che amo, sono orgoglioso di essere un poliziotto. Ho incontrato tantissime persone, vissuto momenti che non dimenticherò mai, se domani potessi ricominciare tutto dall’inizio farei la stessa scelta, quella di entrare in polizia». Cerimonia ufficiale nei giorni scorsi per il saluto a Carmine Gallo, commissario della Polizia di Stato, in forza da anni al Commissariato di Rho-Pero che ha raggiunto il meritato traguardo della pensione.

Tutte le istituzioni a salutarlo

A salutarlo tutte le istituzioni, dai sindaco di Rho, Pero e Pogliano Milanese, ai comandanti di Finanza, Carabinieri e Polizia locale, ai responsabili della Polizia di Stato rappresentati in prima persona dal vice capo della Polizia Luigi Savina. Al microfono tantissimi discorsi e ricordi di un poliziotto che c’è sempre stato e che ancora oggi al mattino si alza e va in ufficio contento di fare il suo lavoro e di aiutare le persone. «Infaticabile, generoso, competente. Per noi resta insostituibile. Se è stato garantito perfettamente l’ordine pubblico a Expo lo dobbiamo a lui che negli anni oltre alle grandi doti professionali ha fatto conoscere ai cittadini rhodensi anche le sue grandi doti umane» ha ricordato il sindaco di Rho Pietro Romano«Un grande uomo» come ha ricordato il primo cittadino di Pero Maria Rosa Belotti che al termine dei ricordi delle persone che hanno lavorato con lui ha presso il microfono e commosso ha ringraziato tutti. «Ho cercato di fare il mio dovere. La mia passione è essere un poliziotto, un servitore dello Stato. Nella Digos ho affrontato gli anni di piombo, i peggiori per il Paese. Expo è stata l’esperienza più esaltante, mai vissuta nella gestione dell’ordine pubblico.
Ringrazio mia moglie, che mi ha permesso di lavorare con serenità sopportando ritardi e assenze, senza di lei non sarebbe stato possibile».

Un super poliziotto che ha liberato ostaggi della ‘Ndrangheta

Un super poliziotto tosto e preparato che prima di arrivare a Rho ha liberato ostaggi sequestrati dalla ‘Ndrangheta calabrese, ostaggi come Cesare Casella, per il quale ha passato giorni e notti per i sentieri dell’Aspromonte. O come quello dell’imprenditrice Alessandra Sgarella rapita l’11 dicembre 1997 e rilasciata in Calabria il 4 settembre 1998, dopo 266 giorni di prigionia. Uno capace di stanare mafiosi di rango e di risolvere omicidi difficili come quello di Maurizio Gucci e Maria Teresa Procacci. Un super poliziotto che ha sempre collaborato e rispettato la stampa, un uomo a cui oltre al grazie della città e delle istituzioni va anche il ringraziamento di tutta la redazione di Settegiorni.
Buona pensione. Carmine.