Rapita in Kenya, sui social gli insulti a Silvia Romano.

Rapita in Kenya, sui social gli insulti a Silvia Romano

Se esiste un modo per appesantire il dolore enorme di sapere una figlia, un’amica, tra le mani di rapitori, a 9mila chilometri da casa, lo hanno trovato i volti nascosti dagli schermi dei seminatori di odio sui social. Quelli che proprio non riescono a non esprimere indignazione, nascondendosi dietro al facile “dico quello che penso”. Ma pensare certe cose ha solo una forma: vergogna e squallore.

Le frasi incriminate

“Un’oca giuliva, poteva stare a casa ad aiutare gli italiani”. “Ora quanto ci costerà farla tornare a casa sua per sempre, con l’obbligo di dimora e firma però”. “Se l’è cercata”. “Lasciamola lì, dove è voluta andare”. “Bloccare i pagamenti dei riscatti: far morire un buonista per educarne cento”. Doveroso ricordare cosa sta succedendo.

Chi è Silvia

Silvia Romano ha 23 anni e lavora come cooperante per una onlus che ha sede nelle Marche, la Africa Milele che si occupa soprattutto di bambini. Silvia era lì proprio per l’amore nei confronti dei bambini sfortunati, lavorava in un orfanotrofio, partecipava a progetti umanitari in Kenya. Martedì sera il rapimento: una banda armata ha ferito cinque persone, tra cui un ragazzino di 12 anni, e l’ha sequestrata. Troppo presto per capire i contorni esatti della vicenda e anche la famiglia di Silvia è chiusa in un prudente silenzio, come suggerisce la Farnesina.

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