La banda di ladri era composta da tre colombiani

La banda viaggiava su una vecchia Volvo

Sgominata dai carabinieri della Compagnia di Rho la banda di ladri sudamericani che rubava negli appartamenti del rhodense e del legnanese. I tre componenti della banda un 35enne colombiano con precedenti penali, un 40enne cileno e una 32enne colombiana sono stati fermati, a bordo di una vecchia Volvo, dopo un pedinamento dei carabinieri del Nucleo Operativo.

Agivano con una tecnica semplice

I tre, agivano con una tecnica semplice, con il nastro adesivo coprivano lo spioncino della porta, con la chiave inglese e il cacciavite forzavano la serratura. Un modus operandi semplice per entrare negli appartamenti. L’altro giorno però sono stati messi in fuga dal proprietario di un’abitazione e arrestati dai carabinieri. I tre malviventi da alcuni giorni erano stati notati a bordo di una Volvo vecchio modello mentre giravano a Rho probabilmente a caccia di appartamenti da svaligiare. I militari hanno così deciso di organizzare un pedinamento in abiti civili: li hanno intercettati e seguiti fino a Parabiago. Qui si sono fermati con l’auto davanti a un complesso residenziale, i due uomini sono scesi e entrati nel parco del condominio, la donna è rimasta in macchina a fare da palo. I carabinieri hanno atteso per capire cosa stesse succedendo: dopo un quarto d’ora i due uomini sono usciti di corsa, saliti in macchina e scappati a folle velocità. Non potevano immaginare di avere i carabinieri alle calcagna e dopo pochissimi chilometri sono stati bloccati.

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Auto perquisita

Da una perquisizione dell’auto, i militari hanno trovato nascosti sotto un tappettino due cacciaviti e una chiave inglese, nel baule bigotteria, profumi e altri oggetti sicuramente rubati. A quel punto i carabinieri sono tornati nel palazzo di Parabiago per capire cosa fosse accaduto: il proprietario di un appartamento ha raccontato che stava dormendo quando ha sentito rumori strani vicino alla porta d’ingresso. Così è andato a controllare e ha sorpreso i due uomini con gli arnesi da scasso che tentavano di forzare la serratura. Ha urlato e li ha messi in fuga. Anche la porta del vicino di casa aveva evidenti segni di forzatura vicino alla toppa e un nastro nero che copriva lo spioncino. Accertati i tentati furti, i tre sono stati accompagnati in caserma e il giorno dopo processati per direttissima in tribunale a Milano. Il giudice ha convalidato i tre arresti, per il 35enne si sono aperte le porte del carcere San Vittore, mentre i due complici, essendo incensurati, sono stati rimessi in libertà con l’obbligo della firma.