Presidio di protesta davanti al deposito di via Sesia

Driver e facchini hanno incrociato le braccia con un presidio in via Sesia

Sciopero e presidio di protesta martedì 11 giugno presso il  deposito Gls Enterprise di Rho. Centinaia driver e facchini del deposito
di via Sesia e di quello di Paderno Dugnano hanno incrociato braccia per  chiedere “il rispetto dei diritti dei lavoratori”. Prosegue dunque lo  sciopero nazionale che nelle scorse settimane ha fatto tappa in altri depositi e che ogni volta conferma le difficili condizioni di lavoro
nella filiera della logistica dove il 95% dei dipendenti è straniero.

Furgoni bloccati per tutta la giornata

Per l’intera giornata dal deposito rhodense non è uscito nessun furgone,  l’adesione allo sciopero è stata totale. “All’interno di questo
magazzino ci sono centinaia di lavoratori che sono dipendenti di tre  cooperative diverse – dichiara Alessandro Zadra, rappresentante
sindacale del S.I Cobas – ma tutti con gli stessi problemi, straordinari non retribuiti, errori nelle buste paga, forme di evasione fiscale nei
Cud e carichi di lavoro inaccettabili. Ma non solo, se qualcuno si iscrive al sindacato di base viene penalizzato. Le cooperative ci hanno
detto che la colpa è della committente Gls Enterprise. Oggi siamo qui per chiedere l’apertura di un tavolo sindacale e soprattutto il
riconoscimento del nostro sindacato come interlocutore, come hanno fatto altri colossi della logistica. Il contratto nazionale firmato solo dai  sindacati confederali non tutela i lavoratori”. Armati di bandiere del sindacato, driver e facchini, hanno bloccato i cancelli di via Sesia per tutta la giornata, per chiedere il miglioramenti degli accordi, sulla falsariga di quelli già siglati con Gls-Italia.