L’onorevole rhodense Fabrizio Cecchetti (Lega), condannato in primo grado per i “rimborsi pazzi” in Regione Lombardia, annuncia ricorso.

Cecchetti: “Mai spese strane”

“Questa sentenza mi stupisce e mi lascia amareggiato. Non ho mai fatto nessuna spesa strana o personale, ho sempre rispettato la legge regionale e le delibere dell’ufficio di Presidenza. Sulle mie spese la Corte dei Conti si era già pronunciata escludendo ogni mia responsabilità. Anzi, i giudici contabili mi avevamo riconosciuto “un encomiabile comportamento istituzionale”, affermando anche che le mie spese “non erano attinenti ad interessi di carattere prettamente privato e personale” Quindi dove starebbe l’illecito? Leggerò bene le motivazioni e farò ricorso”.
Così l’onorevole Fabrizio Cecchetti, già Vicepresidente del Consiglio regionale Lombardia, sulla sentenza di condanna per la vicenda dei rimborsi regionali.

“Ricorrerò in appello”

Cecchetti ha annunciato che ricorrerà in appello. “Confido che alla fine sarà fatta chiarezza e sono certo che emergerà definitivamente la mia totale estraneità ai fatti contestati”.
Sulla questione dei rimborsi molti Tribunali si sono già espressi con l’archiviazione o l’assoluzione, come in Piemonte, Marche, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. In un caso emiliano il Tribunale ha addirittura assolto l’imputato che aveva presentato a rimborso scontrini per ”sex toy”. Mi chiedo il perché di queste differenze. Ribadisco – ha concluso Cecchetti – che io ho compiuto spese ritenute legittime, come già è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti che infatti non mi ha condannato”.

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