Cerimonia in ricordo delle vittime delle Foibe, stamattina sul piazzale del Santuario.

 Giorno ricordo: il film lo scorso giovedì e stamattina la celebrazione

Stamattina si è tenuta la cerimonia di omaggio al monumento alle vittime delle foibe, nel piazzale del Santuario della Beata Vergine dei miracoli. La Sezione saronnese dell’Associazione nazionale paracadutisti si è radunata per la posa della corona. Presenti i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e delle associazioni d’arma cittadine. La cerimonia è stata preceduta, giovedì, dalla proiezione del film «Rosso Istria», al cinema Prealpi e in contemporanea in cento città d’Italia.

La vicesindaca Vanzulli: “Ricordiamo questi nostri fratelli”

“Quando si pensa alla giornata della memoria e alle foibe, non può che venire in mente una cosa cara, la patria”, ha detto la vicesindaca Pier Angela Vanzulli. Quindi ha ricordato “che vuol dire vivere insieme, d’accordo, e facendo emergere le cose buone che ci sono nelle persone”. Infine ha invitato a “far prevalere il dialogo, cercare di capire quali siano le cose importanti. Se ognuno ci metterà volontà e non vedrà l’altro come il nemico, ma come una persona con la quale si possa collaborare e costruire qualcosa di positivo, allora fra tanti anni non si ricorderà più solo la follia degli uomini che ha creato lacrime e disperazione”. Per concludere: “Ricordiamo questi nostri fratelli e tutte le persone che hanno pagato con la vita la propria appartenenza all’Italia e preghiamo per loro sempre nella speranza che tutto ciò non risucceda. Questo dipende da ognuno di noi”.

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La cerimonia si è conclusa con la messa in Santuario

Dopo la posa della corona al monumento e il discorso della vicesindaca, il momento celebrativo si è concluso con la messa domenicale nel vicino Santuario della Beata Vergine dei miracoli. “Per volere l’unità bisogna essere in due, per dividersi basta uno”, ha detto il prevosto, monsignor Armando Cattaneo, durante l’omelia. Quindi ha invitato a fare attenzione “alle parole che dividono” e a non cedere “all’indifferenza davanti alla sofferenza di chiunque, perché l’indifferenza produce crudeltà”.

“L’anno scorso quando partecipai allo spettacolo di Cristicchi ebbi molto chiarò cosa significò per degli italiani sopportare questa situazione. Ho cercato di immedesimarmi in persone che dalla mattina si sono trovati senza più nulla. E’ difficile capire il dramma di persone che hanno dovuto lasciare la propria casa e quello ancora peggiore di chi è morto, trattato come un sacco senza rispetto, quando si pensa alle Foibe non può che venire in mente il concetto della Patria. Fino a quando il rumore delle armi e il pianto dei bambini prevarrà sul silenzio della pace, questo mondo non andrà assolutamente bene, ci troveremo ancora a parlare di Foibe e Giornate della Memoria anche se in altri aree geografiche. Bisogna far prevalere il bene e le cose importanti, se ognuno di noi ci metterà impegno e volontà e non vedrà l’altro non come nemico ma come qualcuno con cui collaborare, allora fra molti anni si capirà quanto l’armonia degli uomini possa fare del bene”.