Il candidato sindaco de L’Italia che verrà ha annunciato il suo ritorno a Forza Italia e ora chiede di non votare la Lega a Saronno.

Silighini torna in Forza Italia

Elezioni comunali 2020, Luciano Silighini Garagnani, candidato sindaco del L’Italia che verrà, annuncia il suo ritorno a Forza Italia e chiede che si ricostruisca il partito rompendo però con la Lega e quindi dell’Amministrazione Fagioli.

Si rompa con la Lega

Venerdì ha rinnovato la tessera anche per quest’anno: “Mi impegnerò ancora per far tornare il nostro partito con quella tradizione. Guardiamo a chi ha un Dna simile al nostro. E le elezioni Saronnesi dovrebbero essere un inizio non appoggiando Alessandro Fagioli e questa Lega ma cercando progetti comuni con quelle forze simili a ciò che siamo noi dal 1994”.

Riceviamo e pubblichiamo

“In questi giorni Sky sta preparando la messa in onda della saga “1994” che racconterà una visione dell’anno più rivoluzionario per la politica italiana dal dopoguerra. Rivedere le immagini della discesa in campo del Presidente Berlusconi mi ha spinto a sfogliare l’album dei ricordi. Mancavano pochi mesi ai miei 18 anni e quello che ho sempre detto fin da bambino stava per avverarsi. “Voterò per Berlusconi” dicevo in tempi non sospetti e così fu. Piansi di gioia dopo l’annuncio di Casalecchio il 23 novembre. Ricordo la prima riunione il 28 novembre 1993 coi dirigenti Publitalia per parlare del nuovo progetto costituito il 25 novembre: “Associazione nazionale Club Forza Italia”. Fui con lui a Brugherio il 10 dicembre per la nascita del primo “Club Forza Italia” e il 5 gennaio 1994 insieme ad alcuni amici fondammo il primo Club in Liguria, uno dei primissimi in Italia e il 6 febbraio al Palafiera di Roma prese vita quello che era e a distanza di 25 anni resta il mio partito. Ebbi tutti gli incarichi locali seppur ragazzo e fino a quando abitai in Liguria, 2009, vivevo la sede e le iniziative che continuai a seguire fino al 2013 per poi cercare di portare la mi esperienza qui in Lombardia per poi scontrarmi in una realtà, quella di Forza Italia in provincia di Varese e in special modo a Saronno, che vedevo ben lontana dalla mia idea di partito che avevo contribuito a far nascere e crescere. Le vicende della mia mancata candidatura alle elezioni politiche nel 2013 nonostante avessi già firmato l’accettazione di candidatura e il “patto del parlamentare” sono ormai letteratura del passato, figlia di una politica molto distante da me. Oggi “Forza Italia” c’è ancora ma si è persa la gioia e la grinta che avevamo noi ventenni degli anni ‘90. Non posso pensare a un partito che si appiattisca su una Lega guidata da Salvini che ha un linguaggio e uno stile lontano anni luce da quello che aveva Berlusconi. Noi abbiamo radici diverse da chi si è formato al Leoncavallo e la Lega storicamente ha radici nel trasformismo politico. Non dimentico quel 1994 col tradimento di Bossi che Salvini ha ripetuto andando al governo con Di Maio mesi fa. Si ricostruisca una casa liberale, nazionale, che guardi al Partito Popolare Europeo, che sia figlia della tradizione del centrodestra liberale, partner della CDU tedesca e dei Gollisti Francesi. Si ricostruisca il progetto vero di Forza Italia. Ho rinnovato ieri la tessera anche per quest’anno e mi impegnerò ancora per far tornare il nostro partito con quella tradizione. Guardiamo a chi ha un dna simile al nostro. Forze nuove stanno nascendo e unire chi ha tradizioni e radici simili, lontane dalla visione comunista e dall’egemonia di Salvini è la strada maestra. Senza blocchi mentali. E le elezioni Saronnesi dovrebbero essere un inizio non appoggiando Alessandro Fagioli e questa Lega ma cercando progetti comuni con quelle forze simili a ciò che siamo noi dal 1994”.