Telos minacce al sindaco, città imbrattata.

Telos minacce al sindaco, condanna unanime

Scritte sui muri, sulle vetrine e anche sulla chiesa San Francesco. La notte di Natale i Telos hanno rimesso la loro firma sulla città, deturpando edifici pubblici e privati. Questa volta se la sono presa anche con i luoghi di culto. Il Natale anarchico ha rovinato quello dei saronnesi, che lunedì mattina si sono ritrovati con il centro imbrattato e deturpato. Non certo una scena nuova, ma questa volta, davvero, le scritte hanno tappezzato il cuore della città degli amaretti.

Nel mirino banche, negozi e chiese

Con spray verde, rosso e nero gli anarchici se la sono presa con le forze dell’ordine, le banche, il consumismo, l’Amministrazione comunale, la Lega e il sindaco Alessandro Fagioli. E la scritta comparsa sotto i portici di corso Italia suona come una minaccia diretta. «Fagioli muori male», si legge a caratteri cubitali. Immediata la reazione della città e dura la condanna da parte di tutte le forze politiche.

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La reazione del segretario nazionale della Lega

In primis i leghisti che hanno espresso vicinanza al sindaco, dal segretario nazionale del Carroccio Paolo Grimoldi agli esponenti locali. «Resto stupito che prefetto, questore e magistratura non intervengano – sostiene Paolo Grimoldi, segretario nazionale della Lega Nord – Se è normale essere condannati per le stupidaggini più incredibili, mi chiedo come possano essere assolte queste persone che augurano anche la morte. Spero che chi di dovere faccia qualcosa prima che le parole si tramutino in fatti». Si aspetta «un gesto concreto da parte del prefetto e del questore e se non si muovono loro, allora che il Partito Democratico, che è al Governo, dia carta bianca. Questa situazione è pazzesca, se serve un aiuto o se è necessario un caffè lungo al prefetto perché intervenga su questa complessa vicenda, io sono ben lieto di offrirlo».