Paolo Orrigoni, coinvolto nell’inchiesta “Mensa dei Poveri” e ora ai domiciliari, si è dimesso da vertice di Tigros e da consigliere comunale.

Orrigoni, addio a Tigros

Doppia dimissione per Paolo Orrigoni, l’imprenditore ed ex candidato sindaco per il centrodestra a Varese finito la settimana scorsa ai domiciliari con l’accusa di aver pagato una tangente da 50mila euro per favorire la modifica al Pgt di Gallarate necessaria all’apertura di un nuovo supermercato, sostenuta anche da un episodio simile a Baggio e a Solbiate Olona : la prima, appunto, da Tigros mentre la seconda dal consiglio comunale di Varese dove sedeva dal 2016.

Pronto alla difesa

Un doppio passo indietro, ha spiegato l’avvocato difensore Federico Consulich, per “concentrarsi sulle accuse, a nostro parere non veritiere, che gli sono state mosse”. Ieri, lunedì, Orrigoni è stato sentito dal gip fino alle 19. “Oggi abbiamo risposto a tutte le domande dei pm in maniera esauriente,  a nostro parere – ha dichiarato sempre l’avvocato – Chi ha avanzato accuse nei confronti di Orrigoni se ne assumerà le responsabilità”. Sempre ieri, era stata sentita anche l’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi.

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