Una trasfusione di sangue sbagliata, forse per un caso di omonimia, è costata la vita ad una signora anziana di 84 anni residente in Provincia di Monza e Brianza. Come riporta GiornalediMonza.it, la tragedia si è consumata venerdì scorso, 13 settembre, (ma la notizia è trapelata solo nelle ultime ore) nell’ospedale di Vimercate.

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Trasfusione di sangue sbagliata

La morte dell’anziana sarebbe stata causata dallo scambio di sacche di sangue. La paziente si trovava ricoverata nel reparto di Ortopedia in attesa di una operazione al femore.

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Anziana muore in ospedale in Brianza

Attualmente sono in corso le indagini da parte di Regione Lombardia e l’ipotesi più probabile sulla quale si stanno concentrando gli ispettori  è che possa essersi trattato di errore umano dovuto ad un caso di omonimia: stesso cognome.

Il sangue trasfuso alla signora era destinato ad un altro paziente. La donna è morta in terapia intensiva dopo che i suoi anticorpi  hanno aggredito i globuli rossi non riconosciuti dal suo organismo per la differenza del gruppo sanguigno.

Tolto lo stomaco, ma il tumore non c’era

Un caso di malasanità purtroppo non isolato nella nostra regione. Basti pensare che domani, martedì 17 settembre 2019, in tribunale a Monza compariranno  due medici accusati  lesioni colpose gravissime. Come riporta lamartesana.itaverebbero asportato  “per errore” uno stomaco , dopo una “diagnosi di tumore maligno” che si è rivelata “totalmente sbagliata”. E’ successo nella Multimedica Spa.

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Sballottata fra ospedali, anziana muore nella Bassa

C’è poi il caso di una 80enne lodigiana operata all’Ospedale di Lodi, ai primi di settembre, per un intervento di rimozione di calcoli renali. Purtroppo, un’emorragia improvvisa ha fatto precipitare la situazione: Lodi non ha infatti la Radiologia interventistica, così la donna è stata trasferita con urgenza all’ospedale di Crema, dov’è arrivata in coma ed è poi deceduta.

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Urgente capire cosa sia successo

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia della donna di 84 anni deceduta venerdì scorso all’ospedale di Vimercate a seguito di una trasfusione di sangue.”E’ urgente e doveroso capire e individuare cosa non ha funzionato – spiega Gallera – e per questo Regione Lombardia ha attivato immediatamente (venerdì stesso) il Centro Nazionale Sangue, un organismo specifico al quale sono delegate le ispezioni che riguardano l’aspetto trasfusionale. Due specialisti di Regione Lombardia affiancheranno il lavoro degli ispettori in ogni sua fase. Le verifiche prevedono anche l’attivazione immediata di una procedura di ‘Audit’ aziendale, coordinata dal Risk Manager, che dovrà ricostruire tutte le azioni compiute in ospedale, dal ricovero della paziente fino al tragico epilogo”.

I protocolli di sicurezza

L’identificazione del paziente e la tracciabilità di ogni prodotto somministrato rappresentano obblighi di legge ben regolamentati da Regione Lombardia. Ogni Azienda Socio Sanitaria Territoriale ha la possibilità di declinare queste prescrizioni avvalendosi degli strumenti che meglio ritiene: bracciali, codici a barre, microchip.