Come riciclare gli avanzi di Natale? Con le festività natalizie, tra il cenone per la vigilia, quello di Natale e il «ribattino» di Santo Stefano c’è abbondanza di portate tra antipasti, primi, secondi, contorni e dolci vari. Un’overdose di cibo rispetto alle reali esigenze, che per un italiano su due (54%) ogni anno si traduce in un incubo ricorrente. Almeno due chili di cibo, tra pasta fatta in casa, piatti di carne e insalate varie, panettoni e dolci tradizionali, che rimangono lì da finire. E allora cosa farne? Dare loro nuova vita, riutilizzandoli in maniera creativa e golosa, magari dopo averli congelati per il cenone di Capodanno. Chi l’ha detto che il riciclo debba essere fatto solo con i rifiuti? La tendenza del ri-uso arriva ora direttamente in cucina. Ecco come riciclare gli avanzi di Natale.

Nell’epoca delle doggy-bag

È quanto emerge da uno studio promosso dall’Osservatorio sulle tendenze alimentari condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.500 italiani tra i 30 e i 65 anni attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire come far fronte all’allarme avanzi durante le festività. «Il Natale – commenta Manuela Polli, manager del settore – è visto, anche, come momento preferito per dar sfogo alla propria fantasia e cucinare piatti deliziosi. Uno dei segreti per ottimizzare la spesa, poi, è quello di dare una nuova vita agli avanzi di cibo. Creando così delle ricette che siano, al tempo stesso, gustose e leggere. In un’epoca in cui la doggy-bag sta diventando sempre più comune. Infatti, il riciclo in cucina è una tendenza che viene praticata sempre di più nella logica di condividere ed apprezzare pietanze creative con le persone a cui si vuole bene».

Il significato dei pasti delle feste

Che cosa rappresentano pranzi e cenoni durante le feste? Per gli italiani sono momenti particolarmente importanti perché permettono di riassaporare i prodotti tipici del periodo (63%), sono l’occasione perfetta per stare con amici e parenti (49%) e per riscoprire le specialità del territorio (57%). L’approccio al periodo delle feste è variegato: molti italiani si stanno organizzando per celebrare la vigilia di Natale, il 25 e Santo Stefano (74%) a casa, ma c’è anche chi preferisce pranzare fuori (26%). Tra coloro che festeggeranno tra le mura domestiche, sei su dieci prepareranno i piatti tipici delle feste (66%) o comunque indicati per l’inverno (17%). Pochi (7%) punteranno sul fattore innovazione. Nonostante l’attuale crisi economica influisca sul potere d’acquisto degli italiani, per le festività la maggior parte è pronta a fare qualche strappo alla regola, acquistando le migliori materie prime con cui preparare le ricette tradizionali.

Che cosa si mangia in tavola

Per sette italiani su dieci Natale fa rima con piatti tipici del territorio a base di ingredienti stagionali, come legumi, verdure invernali tipo carciofi e patate, oppure con la classica insalata russa o cacciagione e pesce. Perché preferire la tradizione a tavola? Per il 53% degli intervistati i sapori classici trasmettono alla gente certezze e rassicurano, quello di cui più hanno bisogno in questo periodo. In media, un pranzo delle feste prevede almeno dieci invitati, ma c’è anche una minoranza che avrà al suo fianco una ventina di persone, tra parenti ed amici.  In media, il 49% degli italiani prepara un menù-abbuffata composto da almeno sei portate, comprensive di una scelta tra due antipasti, due primi, un secondo con contorno e almeno due dolci fatti in casa. Ecco dunque che diventa importante capire come riciclare gli avanzi di Natale.

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Il fatidico arrivo del 27 dicembre

Una volta smaltita l’euforia e finiti i pranzi dei tre giorni di festività, il 27 dicembre è tempo di fare i conti con gli avanzi del cibo che, ogni anno, per il 54% degli italiani si traduce in un vero e proprio incubo: tra primi piatti, affettati, carne e dolci, in media il cibo intoccato si stima sia pari a circa due chili per famiglia. Le pietanze maggiormente avanzate? Insalata russa (47%), poi arrosti e abbacchio (49%), capitone e fritti di pesce (37%) e soprattutto i dolci. Pandori con creme di mascarpone (56%), pastiere napoletane (42%), strùffoli (36%) e cassate (29%). Come riciclare gli avanzi di Natale? Sull’importanza di non buttare questi piatti e di riutilizzarli sono concordi nutrizionisti e chef stellati. Secondo il parere dei primi, congelare gli avanzi permette di mantenere inalterate le caratteristiche delle materie prime per essere consumati durante l’anno senza l’ansia da abbuffata.

Come riciclare gli avanzi di Natale

I benefici? In primis il portafogli, ottimizzando la spesa sostenuta e poi la salute. Grazie a ricette leggere e gustose in linea con i principi della dieta mediterranea. Secondo i cosiddetti «masterchef» il riutilizzo degli avanzi rappresenta una vera e propria arte, celebrata da libri e programmi tivù. Un’occasione perfetta per sbizzarrirsi è il cenone di Capodanno che secondo gli esperti potrebbe essere sotto il segno del riciclo a tavola. I segreti per un perfetto menù preparato con gli avanzi? Non lasciarsi intimorire: ogni piatto già pronto può trasformarsi in un’altra pietanza, basta armarsi di creatività e pazienza. Per poter rinvigorire i sapori può bastare riscaldarli oppure condirli con un po’ di olio a crudo (43%). Oppure combinarli con altri ingredienti leggeri, come delle verdure, sulla base di quello che si trova in frigo al momento (38%). Con un arrosto è possibile fare delle polpette unendo mollica e prezzemolo.