Una piacevole brezza ha accompagnato la Filarmonica durante l’esecuzione del tradizionale “concerto di Giugno” nel Quadriportico di Santa Maria ad Abbiategrasso sabato 8 giugno.

Concerto di giugno nel quadriportico

Molte sono state le emozioni trasmesse dal bandon che, sotto la guida sicura del Maestro Dario Garegnani ha affrontato un programma che avrebbe fatto tremare polsi e ginocchia a molti.

Le note dell’Hymne à la Musique di Serge Lancen hanno scaldato l’ambiente, poi il presentatore “Pinto” Comincini ha introdotto la serata, che, come era stato anticipato, aveva come filo conduttore la tradizione ed il suo modo di essere vissuta e rielaborata nel corso del tempo.

La bella voce di Chiara Maganza ha poi presentato i pezzi in programma; il suono di un tamburo rullante, sottolineando le sue parole, ha cominciato ad introdurre “Music for a Solemnity”, di De Haan, olandese tra i più quotati compositori di musica per bande e orchestre di fiati. Musica for a solemnity, ispirato alla storia di un villaggio olandese, alterna momenti lirici e festosi in cui, tra sincopi e squilli, ben si percepiva anche dal pubblico (che riempiva decisamente lo spazio del Quadriportico) il divertimento dei Filarmonici durante l’esecuzione.

 

A seguire, la folk Song Suite di Ralph Vaughan Williams, i cui tre movimenti sono stati anticipati dalla lettura di previ testi poetici. Come in ogni suite tripartita, alla vivacità del primo e del terzo movimento fa da contrasto il secondo, più “riflessivo” .

Il terzo brano in programma, la vorticosa ”Danza della Gioventù” tratta dalle Folk Suite di Šostakovi; notevole, tra la suite del compositore inglese Vaughan Williams e quest’ultima, la differenza di colori e musicalità, proprie degli spiriti britannico e russo.

Il “pezzo forte”

Ultimo, ma non ultimo ovviamente, il “pezzo forte” della serata: la Filarmonica ha affrontato l’esecuzione della Suite tratta dai Carmina Burana di Carl Orff. I Carmina Burana, ispirati a testi medievale in latino, alto tedesco e provenzale (dei quali è stato dato un assaggio sempre grazie a Chiara Maganza), furono composti nella prima metà del XX secolo, e sono, al di là del notissimo “O Fortuna”, uno dei pezzi più suggestivi del proprio tempo.

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L’introduzione anticipa il tema di “O fortuna”, poi, da “Fortunae plango vulera” in poi è un susseguirsi di colori e ritmi sempre diversi, con stacchi di tempo sui quali l’attenzione deve essere sempre al massimo e con difficoltà tecniche notevoli per tutti gli esecutori.

Gli applausi convinti del pubblico alla fine della suite, che termina appunto con “O fortuna”, hanno sottolineato la perfetta esecuzione degli oltre 70 musicisti che hanno affrontato il pezzo con la consapevolezza dell’ottimo lavoro fatto assieme al direttore Garegnani durante le prove. Impeccabili tutti i solisti, così come l’intera compagine, compatta e presente in ogni momento. Una nota in più va spesa per il reparto percussioni, quasi 10 esecutori tra i quali tre giovanissimi impeccabili anche nel confrontarsi con strumenti quali il gong.

I saluti delle autorità

Al termine del concerto le parole sia del Presidente Alessandro Bagnaschi sia del Sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, hanno evidenziato il percorso e l’impegno di tutti i presenti, capaci di offrire una serata di arte di altissimo livello. L’intera città di Abbiategrasso può e deve andare fiera di una associazione che da 173 anni, ed intensificando di anno in anno l’impegno ed i propri target esecutivi, rappresenta un fiore all’occhiello della comunità.

Immancabile anche l’invito ai prossimi appuntamenti: il 20 giugno sarà la volta della big band in piazza Castello, mentre il 30 giugno chiuderà la stagione il tradizionale concerto che viene eseguito presso l’ex oratorio di Via Curioni in occasione della festa patronale di San Pietro.