Dopo la contrarietà dell’ex consigliere Maurizio Alberti anche il Partito Democratico e Partecipare Insieme 2.0 prendono posizione contro la manifestazione.

Questione di salute

Fuoco all’aperto, combustione incontrollata e da queste grossi volumi di polveri sottili a inquinare l’aria. E’ su queste basi che Pd e Pit 2.0 chiedono al sindaco Dario Galli e ai suoi un passi indietro sul ripristino del Falò di Sant’Antonio. “Chiunque nelle ultime settimane abbia guardato la televisione o letto un giornale si sarà imbattuto in un servizio sulle alte concentrazioni di PM10 nell’aria. – scrivono i due gruppi politici  –  La situazione di Tradate non è differente dal resto della val Padana. Pur non subendo i livelli di criticità di Milano, non si può certo affermare che vada tutto bene. Le misurazioni condotte da Arpa Lombardia lo scorso anno nel nostro Comune per il PM10 mettono in luce che anche qui in inverno i limiti normativi vengono superati, non tante volte quante a Milano, ma la soglia di attenzione deve comunque rimanere alta”.

La nota della Regione

Tra le “armi” che cittadini e politici contrari al ritorno del Falò, c’è una nota di Regione Lombardia. Così anche Pd e Pit2.0. “Regione afferma che anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, producendo effetti che possono persistere per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all’accumulo degli inquinanti, con riferimento specifico ai falò di S. Antonio”. “Ed ecco quindi il dilemma – concludono – privilegiare la salute dei cittadini o infischiarsene e creare una gigantesca pira che bruci fino a mattina, come spesso già capitato? La ritualità del falò ha il suo fascino e crea sicuramente l’occasione per aggregare ma non è possibile farlo in altro modo? Non stiamo parlando di privarci di una tradizione tradatese. L’istituzione del falò è recente. Stiamo chiedendo di mettere al primo posto la salute dei cittadini e dell’ambiente, forse poco popolare ma sicuramente sostenibile”.

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Ambientalismo d’opposizione

Il sindaco non ha fatto mancare la sua replica. Una risposta che parte direttamente da Varese: “Devo essermi perso qualcosa. A Varese c’è ancora il Pd in Comune con Galimberti? A me pare di sì. E pare anche che il falò di Sant’Antonio alla Motta, di dimensioni ben maggiori a quello che sarà allestito il 21 in piazza mercato, non sia per nulla in dubbio. Come mai quindi il Pd chiede a Tradate di annullare il falò perché inquinante, ma a pochi chilometri di distanza lo mantiene e non lo mette in discussione? Non mi pare che Varese abbia un’aria più pulita della nostra, o che il fuoco liberi meno polveri sottili. Come già abbiamo spiegato, le dimensioni della pira saranno molto più contenute rispetto al passato. Il falò è una tradizione non solo di Varese o di Tradate ma di tutto il nostro territorio. Una tradizione che ha origini antichissime, precristiane in quanto celebrava la fine del freddo invernale. Ed essendo una tradizione del nostro popolo, crediamo sia importante ripristinarla”.