Nel 1859 ci fu una gigantesca eruzione solare che mise fuori uso per ore la rete telegrafica. Se ciò accadesse oggi, nel mondo tecnologico,  i danni sarebbero devastanti. Le super tempeste solari saranno il tema conduttore della conferenza del  Gat lunedì sera in Truffini.

A 160 anni dalla super tempesta solare che colpì anche Roma

Il 1° Settembre 1859, ci fu una gigantesca eruzione solare che, oltre a provocare  intensissimi fenomeni magnetici ed aurorali (ci furono aurore  boreali perfino a  Roma) mise fuori uso per  una decina di ore  gran parte della rete telegrafica di allora, operante in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Questo solar superstorm (super-tempesta solare), noto come  ‘evento Carrington’, dal nome dell’ astronomo inglese che lo osservò per primo,   è la più  violenta tempesta solare  che si ricordi a memoria d’uomo. ‘Fortunatamente’ il mondo di allora era assai poco tecnologico, quindi gli effetti dell’ evento Carrington per quanto vistosi, non furono devastanti.

 Tempesti solari: incubo delle civiltà tecnologiche

 

“Se un evento simile si verificasse ai nostri giorni, in un mondo completamente computerizzato e digitalizzato,  le conseguenze sarebbero  a dir poco drammatiche, con ingenti danni alle infrastrutture tecnologhe sia nello spazio che a terra (satelliti artificiali, sistemi di telecomunicazione, reti elettriche ecc.)”, illustra il presidente Gat Cesare Guaita.

Questo è il tema di fondo della serata che il Gruppo Astronomico Tradatese, ha organizzato per lunedì 18 Febbraio alle 21 in Villa Truffini “Solar Super storms, incubo delle civiltà tecnologiche”. Relatore Giuseppe Bonacina da molti anni collaboratore del GAT e grande esperto di fenomeni solari.

 Le tempeste solari

Il problema è che, dal momento che un solar-super-storm si potrebbe verificare in qualunque momento (il Sole non è certo cambiato da metà 800 ad oggi…) è  indispensabile  sia prevederne per tempo il verificarsi, sia  escogitare delle azioni efficaci per  attenuarne i rischi. Anche perché tempeste solari violente (anche se non paragonabili all’evento Carrington), sono state registrate il 4 agosto 1972, il 13 marzo 1989, il 14 luglio 2000, il 1° novembre 2003 e il 23 luglio 2012.  E nell’incerta previsione di un prossimo superstorm, da tempo i maggiori Paesi industrializzati hanno predisposto sistemi di preallarme nello spazio e di difesa contro blackout elettrici e danni alle infrastrutture. Diversi manuali consigliano i cittadini (negli Stati Uniti li chiamano prepper) a predisporre kit di emergenza per fronteggiare un tale evento.

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Studi approfonditi

Nel contempo sono sempre più approfonditi gli studi solari, “soprattutto con una fantastica missione spaziale, quella della Parker Solar Probe che, lanciata  il 12 agosto 2018, ha il compito di sfiorare  per 24 volte da distanze sempre minori la superficie del Sole: il primo ‘perielio’ da 24 milioni di km è stato raggiunto lo scorso 5 novembre, ma nel corso dei 7 anni  di missione si arriverà a meno di 700 mila km dalla superficie infuocata della nostra stella. – spiega Guaita –  Quasi contemporaneamente, il 17 novembre 2019, alle alte latitudini solari è comparsa la prima macchia del nuovo ciclo di attività (il n. 25), il cui andamento potrebbe indicare o una ripresa dell’attività del Sole dopo una fase di progressivo declino dalla metà degli anni Cinquanta, o un’ulteriore riduzione come premessa di un nuovo lungo e profondo minimo di attività (come successe a metà del 1600 con  il “minimo di Maunder”)”.