Rosate, ciclo di incontri promosso dalla parrocchia sul tema adolescenza e bullismo. Si parte il 26 gennaio con lo spettacolo della Comunità Kayros.

Rosate, adolescenza: “Per fare un bambino ci vuole un villaggio”

Continua a restare alta l’attenzione della parrocchia rosatese nei confronti delle tematiche legate al bullismo ed ai disagi dell’adolescenza. Grande interessa aveva del resto suscitato lo scorso 25 settembre l’incontro promosso sul tema specifico del cyberbullismo, con la presenza di don Stefano Guidi, direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi) e di Ivano Zoppi, presidente della fondazione Carolina.

Da qui, conferma don Virginio Vergani, si riallaccia il filo che conduce ora a «Per fare un bambino ci vuole un villaggio», rassegna di quattro appuntamenti che allarga ulteriormente gli orizzonti, aperta ad adolescenti, educatori, genitori, insegnanti. Il primo appuntamento è il 26 gennaio alle 21 con «Non esistono ragazzi cattivi» suggestivo spettacolo-testimonianza che vedrà protagonisti i giovani della Comunità Kayros di don Claudio Burgio, che ospita e sostiene minori in difficoltà segnalati dal Tribunale per i Minorenni, dai Servizi sociali di riferimento e dalle Forze dell’Ordine. I ragazzi metteranno in scena le proprie stesse esperienze di vita e al termine, con don Claudio, risponderanno alle domande degli spettatori su temi quali pregiudizio, bullismo, disagio giovanile, violenza.

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Il giorno successivo, alle 15, il «Mercante in fiera e… in famiglia», momento ludico per i ragazzi ed i propri parenti. Quindi, mercoledì 30 gennaio alle 21, «Community o comunità? Con i “social” non ti giochi”», incontro con Ivano Zoppi, nelle vesti di presidente della cooperativa sociale Pepita onlus che si occupa di interventi educativi e prevenzione del bullismo. Conclusione lunedì 11 febbraio alle 21 con «La buona educazione in un mondo che cambia», incontro con Ezio Aceti, psicologo dell’età evolutiva e presidente dell’associazione Parvus, che si occupa di terapie infantili e supporto alla genitorialità.

«Come si intuisce dal nome scelto per la rassegna – commenta don Virginio -, l’idea è che questo percorso ha senso solo se dietro al singolo ragazzo c’è una rete, una comunione di persone. Per questo l’iniziativa è stata condivisa con il Comune e con la scuola». Tutti gli eventi si svolgono nella sala teatro di via Sacchi 4. TORNA ALLA HOME PAGE PER LE ALTRE NOTIZIE