Sansone “Jumpin” Johnny ha chiuso il Soundtracks 2019: si è conclusa infatti venerdì 13 settembre la quindicesima edizione del “Soundtrack Jazz&Blues Festival”, l’evento musicale dell’alto Milanese che a partire dal 17 luglio ha offerto agli appassionati del genere sei date e sei artisti per altrettanti comuni.

La chiusura in bellezza dell’edizione 2019

Partito da Villa Litta a Lainate quasi due mesi or sono il festival ha visto esibirsi interpreti d’eccezione quali Paul Lamb, Egidio “Juke” Ingala, Keith Dunn e, nella serata conclusiva avvenuta nell’auditorium comunale di Cerro Maggiore, ha presentato il suo ultimo pezzo da novanta, Sansone “Jumpin” Johnny accompagnato dai the Gamblers. Un evento profondamente segnato dalla sua indiscussa protagonista, l’armonica a bocca, quello strumento dalle piccole dimensioni ma dall’immensa ispirazione poetico-musicale che,brevettato alla fine dell’ottocento da un giovane ragazzo tedesco, ha avuto un ruolo chiave nella storia della musica; è stato infatti, come ricorda Fabrizio Poggi nel suo libro “l’unico strumento penetrato in un campo di concentramento” e che alcuni decenni prima “ha dato voce al blues, la musica nata dall’eterna sofferenza degli schiavi afroamericani nelle piantagioni di cotone”.

Il commento degli organizzatori

L’esibizione di Sansone Jumpin Johnny è stata preceduta dalla presentazione delle associazioni culturali di volontariato degli autodidattili e della compagnia dei gelosi, dedicatarie della serata, dai ringraziamenti dell’assessore alla cultura Fioranna Pirola e dalle parole della presidente del comitato organizzatore Daniela Rossi la quale, in compagnia del direttore artistico Luciano Oggioni e con la collaborazione dei sei comuni interessati, si è occupata dell’intera gestione del festival: “Quella di oggi è una serata importante che  chiude l’edizione. Sono stati anni intensi e  di soddisfazioni e per questo mi sento di ringraziare i comuni che hanno sostenuto la manifestazione e garantito appuntamenti di qualità. Ringraziamo tutti gli sponsor. Vorrei inoltre aggiungere che l’esperienza è stata impagabile perché ha attraversato vari territori con amministrazioni diverse ma c’è sempre  stato un rapporto d’amicizia e stima di alto livello e credo sia importante ricordarlo; non centrano colori o partiti ma solo la voglia  di fare il bene del proprio territorio.”

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Sansone “Jumpin” Johnny

Spazio quindi a Sansone e al suo nuovo disco Hopeland, l’ultimo dei numerosi progetti che hanno costellato la vita dell’artista classe 1956. Un artista avvicinatosi alla musica all’età di otto anni e diventato presto un leader del genere, prima come cantante e armonicista dei Broadcasters di Ronnie Earl alla fine degli anni 80 e poi come solista. Un artista dalla carriera da sogno vissuta tra New Orleans e importanti palcoscenici internazionali che gli sono valsi numerose candidature e la vittoria del Blues Music Award 2012. Un artista in grado di mescolare la musica di Chicago con lo stile zydeco dei creoli e la cui esistenza è stata inevitabilmente segnata dal dolce stridere dell’armonica, quella sorella metallica che lo ha visto nascere nella terra del New Jersey e si è ben presto trasformata in instancabile e insostituibile compagna di viaggio.

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