Una grande barca nel Bosco della Pace: 800 bambini, sabato 9 novembre, accompagnati dai loro genitori, hanno ricoperto il telaio dell’imbarcazione con delle strisce di compensato, arricchite da un messaggio di fratellanza.

Una grande barca nel Bosco della Pace: è il frutto del lavoro di 800 bambini

Nel Bosco della Pace ora c’è una grande barca, tutta colorata, alta 2 metri e lunga 7, realizzata dall’associazione Articolonove, in collaborazione con l’asido nido Wojtyla, le scuole dell’infanzia e primaria di Rescalda e Rescaldina e i ragazzi del Centro Diurno Disabili.

Sabato 9 novembre, tutti i bambini, circa 800, accompagnati dai loro genitori, hanno ricoperto il telaio dell’imbarcazione con delle strisce di compensato, arricchite da un messaggio di fratellanza, e hanno appeso sugli alberi circostanti tante barchette di carta. Sulle vele, illuminate da due fili di luci, una parola spicca a grandi lettere: pace.

Prima dell’inizio dei lavori, però, si è formato un grande cerchio e i bambini hanno letto un brano tratto dal libro di Lucia Salemi, “La zattera”. La vicepresidente di Articolonove, Vittorina Cottica, ha spiegato il perché della costruzione di una barca nel Bosco della Pace: “La barca è simbolo di accoglienza e noi, come associazione, lavoriamo da tempo con i giovani per educarli alla pace e al rispetto dell’altro; poi, il Bosco della Pace non è un luogo casuale, ma nasce anni fa da una richiesta dei ragazzi, oggi in prima superiore, che desideravano uno spazio adeguato per giocare. La barca è anche espressione di solidarietà, perché 800 bambini, unendo le loro forze, hanno colorato i legnetti dell’imbarcazione con molta attenzione e sensibilità”.

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Interviene anche il sindaco Gilles Ielo: “Il 9 novembre di 30 anni fa cadeva il Muro di Berlino; io avevo 12 anni, ma ricordo l’emozione di quei momenti, l’atmosfera di speranza, oggi un po’ tradita, perché siamo ancora qui a discutere di altri muri, quelli dell’indifferenza, delle disuguaglianze. Spero che questa giornata ci serva a capire che, dietro le bandiere e le religioni, c’è prima di tutto l’essere umano con i suoi diritti. Questa barca, che non ha né prua né poppa, può andare in tutte le direzioni, e ci insegna che un giorno potremmo anche noi essere l’altro, che fugge, in cerca di una vita migliore». Il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione Enrico Rudoni rivolge un appello ai cittadini: “Cerchiamo veramente di comunicare in pace, di sforzarci di dialogare abbandonando quell’aggressività verbale, ormai troppo dilagante, che non fa di certo bene alle nuove generazioni”.

Infine, nel pomeriggio, è arrivata una gustosa merenda servita dai ragazzi di Team Down.

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