“XX Fragile”, successo per lo spettacolo teatrale messo in scena da “I Drammanauti” al centro sociale Pertini (Il salice) in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ecco i dati riguardanti le donne vittime nell’Altomilanese.

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“XX Fragile”, successo al Salice

Sul palco storie di donne diverse. Che hanno subìto violenze diverse. Forte e chiaro il messaggio: ci si può rialzare, riprendere in mano la propria vita e rinascere. Grande successo e commozione per lo spettacolo teatrale “XX Fragile” messo in scena dall’associazione culturale “I Drammanauti” sul palco del centro sociale Pertini (Il salice) la sera di domenica 24 novembre 2019 proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (che si è celebrata il 25). Grandi prove d’attore per Valentina La Place, Francesca D’Alessandro, Rossella Pezzuti, Luisa Gilio e Laura Colombo, con la partecipazione di Stefano Battistin e musiche dal vivo di Caroline Henderson e Michele Pastori.
Uno spettacolo con momenti forti, con anche monologhi scritti dalle stesse attrici, che hanno trasmesso al pubblico l’impatto forte della violenza su ogni donna, così come poi la bellezza di reagire iniziando una nuova vita. In sala tantissima gente, molti occhi lucidi e commozione per uno spettacolo che in tanti si auspicano di poter vedere replicato presto e in tutta la zona.

LE FOTO DELLO SPETTACOLO:

I dati della violenza nell’Altomilanese

“Necessario e importante parlare di questo tema – ha spiegato Rosa Romano, presidente della Casa del volontariato che ha sostenuto il progetto -, occorre capire come donne e uomini, insieme, possono contrastare questo fenomeno. Ogni volta volta che donna perde la vita, vi è una famiglia distrutta. E’ una devastazione: come vivranno i figli della vittima? Quali lacerazioni si porteranno dentro soprattutto se l’assassino è il padre? E’ violenza che intreccerà le nostre strade. Occorre prevenire: vogliamo una società giusta, la giustizia, che a volte non è ingiusta, e purtroppo noi donne la tolleriamo. E allora alle donne dico: basta ‘se’ e ‘ma’”.
I dati sulla realtà dell’Altomilanese sono stati snocciolati da Loredana Serraglia, presidente di “Filo Rosa Auser” e impegnata nel Centro antiviolenza di Legnano (che fa parte della Rete antiviolenza Ticino Olona che raggruppa oltre 50 Comuni della zona che vanta il supporto di servizi e forze dell’ordine). “Come Filo Rosa Auser siamo impegnati nell’andare nei vari paesi e parlare con la gente per parlare di questa piaga che c’è in Italia, siamo nati nel 2006 come primo sportello d’ascolto e dal 2015 è Centro antiviolenza. Dal 2015 a oggi abbiamo ricevuto circa 420 donne, passate da noi per vari problemi. Abbiamo 6 psicologhe, 4 avvocate e facciamo parte della Rete antiviolenza Ticino Olona con ente capofila il Comune di Cerro Maggiore, convenzionati con Regione Lombardia. Il Cav, Centro anti violenza, è in via 20 Settembre nella struttura che ospita i servizi sociali di Legnano. Quest’anno – ha illustrato Serraglia -, in 10 mesi, ci hanno contattato 147 donne e noi abbiamo preso in carico, ossia portate ad uscire dalla violenza 93 di loro. Quando le donne arrivano da noi sono distrutte, non riescono a uscire da sole dalla violenza, necessitano aiuto. Serve il supporto di psicologhe, avvocate e molte volte vanno ospitate in case protette perchè sono a rischio della loro vita. Quasi tutte sono italiane, il 75%, mentre il 35% sono europee e per la prima volta è venuta da noi anche una donna asiatica. Il che significa che le donne hanno iniziato a reagire, una volta non c’era questa grande richiesta di aiuto perchè la donna pensa sempre alla famiglia, ai figli e ha sempre paura di perderli o di quello che può pensare il vicino di casa. E allora tiene nascosta la violenza in famiglia. Tornando ai dati – ha analizzato la presidente – nel 2018 sono morte in Italia 142 donne, quest’anno erano 93 qualche giorno fa e ora sono a quota 96 perchè sono state uccise ancora tre. In Italia, ogni 15 minuti, una donna subisce violenza: questa è una piaga che non ha mai fine. Vero che nella nostra nazione sono diminuiti gli omicidi ma se si guardano i dati degli ultimi 5 anni le donne uccise sono sempre il 40%. Vengono quasi sempre uccise dai mariti, dai conviventi, persone di cui loro si fidano ma che poi, di fatto, le ammazzano. Tornando all’Altomilanese, nel 2018 ci hanno contattato 168 donne e ne abbiamo prese in carico 108“.
Importante quindi il ruolo svolto dalla rete anche nel fronteggiare nuove tipologie di violenza: “Noi cerchiamo di aiutare queste donne ad uscire da questo vortice – ha sottolineato Serraglia -. Sono rimasta colpita dall’aumento delle violenze anche nei posti di lavoro: ci sono ragazze che subiscono violenze e molestie sessuali anche sul posto di lavoro. Abbiamo seguito il caso di una donna giovane che ha subìto molestie nell’azienda in cui lavorava: era distrutta, riceveva messaggi e foto anche osè da parte di un uomo che allora la ricattava. E lei si chiedeva: “Ma la colpa è sua o mia?”. Capita infatti che anzichè sentirsi vittime le donne si sentano in colpa. Con il nostro servizio cerchiamo di star loro vicine, uscire da questo vortice è possibile diventando donne libere e sicure di loro stesse”.

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