Caso Hammond, il deputato del Movimento 5 Stelle promette di incontrare vertici e dipendenti che rischiano il licenziamento.

Caso Hammond, quel brutto regalo di Natale

Prima il cesto, poi la mazzata: a casa fino al 7 gennaio, poi si chiude. I 40 dipendenti della Hammond Power Solutions difficilmente hanno chiuso occhio da allora. La decisione era arrivata direttamente dall’Amministratore delegato, canadese, che ha già avviato la procedura di cessazione dell’attività. Una situazione precipitata in pochi mesi: l’acquisizione della storica Marnatese Trasformatori da parte della multinazionale doveva significare sviluppo e investimenti, non chiusura e disoccupazione. “Nessuno poteva aspettarsi questa decisione – ha spiegato Rino Pezone (segreteria provinciale Fiom Cgil Varese) durante la manifestazione sindacale dei giorni scorsi – perché a settembre si annunciavano per il 2019 investimenti e assunzioni. I vertici devono spiegare i motivi di questa decisione. Il nostro auspicio è che nei 45 giorni a disposizione per la trattativa la proprietà possa trovare un acquirente e quindi si possa garantire la continuità produttiva e i posti di lavoro».

5 Stelle in campo

Il caso Hammond ha subito avuto una forte eco mediatica, arrivata a interessare anche la politica nazionale. Tanto che il deputato varesino del Movimento 5 Stelle ha  promesso un impegno in prima persona. “Dobbiamo focalizzarci sul futuro dello stabile e dunque dei dipendenti. A tal proposito abbiamo coinvolto il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico per intervenire a riguardo – ha scritto sulla sua pagina Facebook –  Nei prossimi giorni ci recheremo a Marnate per incontrare i lavoratori dell’azienda e possibilmente i vertici, così da fare il punto della situazione e valutare le possibili azioni politiche e istituzionali. Le aziende storiche e specializzate non vanno chiuse, vanno valorizzate, e così anche i loro dipendenti, anima e motore della produttività. Nessuno deve rimanere indietro”.

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