Nel corso dell’ultima riunione del Distretto Urbano del Commercio, l’idea di sgravi fiscali per non far morire il commercio di Abbiate.

Commercio di Abbiate, crisi nera

Continuano ad abbassarsi saracinesche ad Abbiate (dopo il ristorante Diana, quella dell’ultime edicola/cartoleria rimasta, La Rondine) e poche che si riaprono. I commercianti chiedono al Comune di intervenire a favore del commercio abbiatese. L’occasione è stata l’ultima riunione del Distretto Urbano del Commercio, il Duc, in cui appunto è stato messo sul tavolo il periodo negativo che ha investito l’economia abbiatese. Crisi acuita certo dalla chiusura del passaggio a livello ma aggravata dalle nuove abitudini dei potenziali clienti, che spesso scelgono i centri commerciali della città per fare i propri acquisti.

Niente Imu e Tari per due anni

Da qui la proposta lanciata al Comune e al sindaco Giuseppe Bascialla che detiene la delega al Commercio: niente Imu e Tari per due anni ai negozi che aprono ad Abbiate ampliandone l’offerta. A proporla, il delegato di Ascom Attilio Aimetti: “Eventi e sagre van bene ma lasciano il tempo che trovano, finita la festa i clienti non restano – spiega lo storico commerciante – Per risollevare davvero il commercio serve un disegno chiaro e ampio”. A comporre questo disegno, gli sgravi fiscali e soprattutto una programmazione. “Perchè le persone non vanno a fare i propri acquisti ad Abbiate, preferendo i centri commerciali? Uno dei motivi – azzarda Aimetti – è sicuramente la mancanza di un’offerta completa. Quali negozi mancano? La mia proposta è di far realizzare da Ascom uno studio per capire quali negozi servono e quindi quali incentivare. Sulla base di quello studio, il Comune può emettere un bando che esenti da Tari e Imu chi decide di investire in una di quelle attività. Solo così Abbiate potrà diventare una sorta di centro commerciale all’aperto e fare concorrenza ai centri commerciali che sono a Tradate e che continuano ad aprire”.

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“Al Comune non costa nulla”

Aimetti assicura che l’operazione non comporterebbe una perdita per il Comune: “Attualmente i negozi sfitti non portano un euro. Quest’operazione non fa spendere al Comune un euro. Fa rinunciare, sulla carta, a dei soldi che oggi non incassa. Col vantaggio che se l’esperimento funziona, fra due anni i negozi aperti grazie agli sgravi fiscali di oggi saranno domani realtà consolidate e inizieranno a pagare i tributi. E che ravvivando l’economia di Abbiate, aumenta il lavoro per i commercianti che già ci sono. Se dovesse funzionare, a questo punto si potrebbe pensare anche di estendere l’iniziativa al centro di Tradate”.

Il sindaco: “Vedremo”

Dalla sicurezza di Aimetti al possibilismo dell’Amministrazione. “Abbiamo ascoltato i commercianti e capiamo la loro preoccupazione – ha fatto sapere il sindaco – Hanno proposto la figura di un manager per il Duc, ed è una buona idea che potranno gestire coi 30mila euro a loro disposizione. Vedremo cosa sarà possibile fare riguardo gli sgravi, sia rispetto le normative sia in base alle possibilità finanziarie ma serve anche capire che non si può pensare di far concorrenza ai centri commerciali con le loro stesse armi, prezzi in primis. Bisogna approfittare di quelle peculiarità che la grande distribuzione non può avere, come la qualità e soprattutto il servizio al cliente”.

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