Formalizzata al Ministero del Lavoro la cassa integrazione per i dipendenti della Parma Antonio&Figli. Inizierà a febbraio, ma loro da luglio non hanno uno stipendio.

Fallimento Parma Antonio&Figli, azienda chiusa dopo quasi 150 anni

Centoquarantanove anni di storia, finiti improvvisamente a luglio con l’apertura della fase di liquidazione e ad agosto con la dichiarazione del fallimento. E ora i 35 dipendenti della Parma Antonio&Figli, azienda nata a Saronno e con sede a Solaro produttrice di casseforti da un secolo e mezzo,  dovranno aspettare ancora  almeno febbraio per ricevere i soldi della cassa integrazione straordinaria. Sette mesi senza stipendio, con l’ultima busta paga che risale a luglio. La notizia della crisi, già nell’aria, era stata comunicata ai dipendenti a luglio, con l’invito a non presentarsi più al lavoro dalla fine del mese. Il 21 agosto. il Tribunale di Monza ne aveva dichiarato il fallimento.

Comune e sindacati al fianco dei lavoratori

I dipendenti in questi mesi che li separano dal ricevere la cassa integrazione non saranno abbandonati. Alcuni di loro sono già riusciti a trovare un nuovo impiego, a tempo determinato. Agli altri è stato suggerito di cercare altrettanto, e di approfittare dei corsi di riqualificazione e ai percorsi di ricollocamento messi in campo dai sindacati. Nel frattempo, il Comune ha discusso del fallimento in consiglio comunale, che ha approvato un documento di solidarietà coi dipendenti e impegnato la giunta a non permettere l’insediamento sull’area della Parma Antonio&Figli di realtà diverse da quella industriale.

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