Il Ccr di Gorla Maggiore ricorda i 6 giovani morti nel 1959

Ccr, ricordo

La storia del paese, 60 anni dopo

La storia di sei giovani vite portate via al paese, restituita 60 anni dopo. Li hanno sentiti vicini e compagni di viaggio nella loro ricerca, li hanno ritrovati – quasi coetanei in un tempo sospeso – nei ricordi dell’epoca. E’ il grande lavoro – storico, letterario, emotivo – svolto dal Consiglio comunale dei ragazzi in questi mesi: recuperare la vicenda dei sei giovissimi operai morti in seguito al terribile incidente sul lavoro del 30 luglio del 1959 all’interno della ditta Minuterie Metalliche Vittorio Zorzi di via Dante, che cessò l’attività dopo quella tragedia.

Una tragedia che commosse e segnò il paese

Maria Luisa Colombo, 12 anni, Teodora Milani, 19 anni, Rosa Mascheroni, 16 anni, Ambrogio Carlo Landoni, 13 anni, Enrico Giuseppe Callini, 14 anni e Germana Crepaldi, 18 anni di Fagnano, lavoravano senza le necessarie misure di sicurezza e in età in certi casi prematura, per contribuire con i loro salari al bilancio delle rispettive famiglie. L’incendio che fatalmente si scatenò all’interno di un locale della ditta quella mattina li portò via, in alcuni casi anche a distanza di settimane di ricovero disperato e con grandi sofferenze. Un episodio che provò duramente le loro famiglie, commosse l’intera comunità gorlese e scosse i paesi vicini e l’opinione pubblica. E che i ragazzi della scuola secondaria Volta hanno recuperato, a 30 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’Onu: lo hanno fatto ritrovando gli articoli di giornale del tempo che seguirono la vicenda, ma anche raccogliendo la testimonianza di alcuni parenti delle vittime, oggi anziani con ancora indelebile la memoria nel cuore di quel giorno.

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Ricerca storica e testimonianze dirette

Nella loro ricerca – coordinata dall’insegnante Lara Mantovani – gli studenti hanno così ascoltato i ricordi e il racconto di Giovanna Landoni, sorella dell’allora 13enne Ambrogio, Maria Mascheroni, sorella dell’allora 16enne Rosa e Natale Milani, all’epoca giovane operaio della Zorzi. Il loro lavoro è stato presentato pubblicamente il 2 giugno: «L’amministrazione ha ritenuto importante ricordare questo tragico evento che ha spezzato giovani vite – commenta l’assessore alla Pubblica istruzione Annalisa Macchi, che ha sostenuto il progetto – e che fosse proprio il Ccr a effettuare una ricerca storiografica in merito. Con l’intento di far conoscere ai nostri millennials le difficili condizioni economiche che spingevano le famiglie a far lavorare i ragazzi prima dell’età minima, obbligatoria per legge. E soprattutto far riflettere quanto i ragazzi di quel tempo si mostravano comprensivi nei confronti delle necessità economiche della famiglia, disposti anche a rinunciare alla possibilità di studiare e di condurre una giovinezza spensierata».

 

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