Nasce dal punto pace di  Pax Christi con la collaborazione di associazioni e liceo Curie il progetto per l’integrazione e lo scambio tra la nostra cultura e quella dei richiedenti asilo ospiti alla Barbara Melzi.

Integrazione,  culture a tavola e in cucina

Quale luogo migliore per incontrare e conoscere una cultura diversa, se non la tavola? Nasce così il progetto di Pax Christi che tra marzo e aprile coinvolgerà l’Officina Casona, il negozio equosolidale Macondo, i Volontari per l’Inte(g)razione e gli studenti del liceo Marie Curie. “L’obbiettivo del progetto è mettere in contatto culture diverse – spiega il professore Pietro Prestini, membro di Pax Christi – Soprattutto attraverso la tavola, ma passando anche dallo sport e dalle esperienze”. In programma ci sono workshop di cucina, un torneo di calcio, una cena d’incontro tra cibo e culture e una tavola rotonda con il giornalista Daniele Biella, due richiedenti asilo e la famiglia che li ospita.

Una cena per conoscersi

La prima fase del progetto sarà quindi in cucina, a cura dell’Officina Casona, una cooperativa e associazione che opera con i richiedenti asilo. “Non solo una cena ma un percorso formativo  – spiega Andrea Cattaneo – A marzo ci saranno due incontri tra ragazzi e stranieri. Uno brainstorming culinario lavoreremo per strutturare la cena che si terrà il 7 aprile. Cena multietnica totalmente organizzata e gestita da loro, col nostro supporto dalla creazione del menù,  alla preparazione delle pietanze che nasceranno dai primi incontri, al servizio di sala”. Tra i due appuntamenti, il corso Haccp in rispetto delle norme sanitarie. “Sarà un’occasione formativa – aggiunge Cattaneo – Sia per gli studenti del Curie sia per i richiedenti asilo. Tutti si  metteranno alla prova e impareranno a confrontarsi con ogni aspetto del lavoro in una cucina. E ovviamente, li porterà a confrontarsi per la creazione di un piatto che fonda entrambe le culture e tradizioni”.

Integrazione sul campo

L’altra tappa del progetto sarà invece sul campo da calcio del Curie e della parrocchia. Un torneo che si svolgerà in tre pomeriggi di aprile (il 9, il 14 e il 23) e che vedrà impegnate squadre miste composte da studenti e ospiti della Melzi. Perchè l’integrazione e il confronto passano anche dallo sport e dal gioco.

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L’incontro conclusivo con Biella

L’ultimo appuntamento del progetto si terrà il 27 aprile. In quella data si svolgerà una tavola rotonda prima al Curie e poi aperta alla cittadinanza dove saranno protagoniste le esperienze legate alla migrazione. Ospite, il giornalista Daniele Biella che, tra le sue esperienze, è stato a bordo per una settimana di una delle navi che operano nel Mediterraneo. Non ci sarà solo lui. “Anche quella sarà un’occasione di scambio – prosegue Prestini – Alla tavola parteciperanno anche una famiglia tradatese che sta accogliendo dei richiedenti asilo, e i ragazzi che oggi sono accolti.

Liceo e volontari al lavoro: i partner

Le realtà coinvolte sono diverse. Oltre a Pax Christi e Officina Casona, chiaramente, il liceo Marie Curie. La scuola fornirà gli spazi per la cena e gli incontri, oltre che per il torneo di calcio. E farà rientrare il progetto all’interno dell’alternanza scuola-lavoro con la partecipazione di una 50ina di studenti dei vari anni e indirizzi. “Il nostro obbiettivo è stroncare i pregiudizi – spiega la dirigente Patrizia Neri – Aprire all’incontro tra culture. Azione fondamentale per combattere sia le derive di populismo razzista che vedono nello straniero la causa di ogni male, sia il buonismo che invece gli vorrebbe tutto perdonato a prescindere. Per noi questo progetto sarà il punto di partenza di un lungo percorso”. Ci sono poi i Volontari per l’Inte(g)razione. Volontari che operano con una convenzione siglata con CPIA di Varese e Comune di Tradate per l’insegnamento della lingua italiana, e che alla Melzi si occupano del doposcuola multietnico con  bambini della Battisti. E il negozio equosolidale Macondo, che offrirà le materie prime per la cena e si impegnerà attivamente per “la riuscita di questa iniziativa che fa forza sull’interculturalità, e che deve aprirsi e coinvolgere tutta la società”.