Pressione fiscale locale per le imprese: in sette anni è cresciuta dell’8%. Tra i Comuni con il livello di pressione fiscale più alto anche Milano.

Pressione fiscale locale per le imprese: i dati

Resta elevato anche per il 2018 il carico dei tributi locali sulle imprese. Lo rivela il settimo Rapporto sulla fiscalità locale promosso da Assolombarda e diffuso oggi. Sebbene il 2018 registri, infatti, una lieve riduzione sull’anno precedente sia per i capannoni e sia per gli uffici (-0,2%), negli ultimi 7 anni di rilevazione gli uffici hanno visto aumentare la pressione fiscale complessivamente dell’8,3%, percentuale che li ha portati a pagare in media 593 euro in più, mentre per i capannoni industriali l’incremento è stato di 3.113 euro (+8,5%).

Il rapporto pubblicato esamina nell’insieme al pressione fiscale esercitata dai Comuni della Città metropolitana di Milano e delle province di Lodi e Monza e Brianza; l’analisi mette a confronto, negli anni, i valori delle imposte gravanti sugli immobili di impresa, IMU, TASI, TARI, oneri di urbanizzazione, e l’addizionale Irpef per quanto riguarda le persone.

Pressione fiscale alta anche a Monza

I Comuni con il livello di pressione fiscale più alto, riporta Assolombarda, sono quelli di grandi dimensioni e più vicini ai 3 capoluoghi.

I primi cinque per carico fiscale complessivo sulle imprese (considerando IMU, TASI e TARI su uffici e capannoni) sonoMilanoSesto San GiovanniPaulloRozzano e Cologno Monzese.

Anche Monza e Lodi sono alti in graduatoria, rispettivamente alla 7° e alla 10° posizione. Occorre tenere in considerazione che il valore catastale degli immobili in questi territori è particolarmente rilevante.

Allontanandosi dai principali capoluoghi, invece, la situazione migliora. I comuni più virtuosi in termini di pressione fiscale sono tutti in provincia di Lodi. Tra questi troviamo: Castelnuovo Bocca D’AddaCornovecchioMaccastorna; Cavacurta e Fombio.

Imu e Tasi sui valori del 2017

In generale il monitoraggio mette in evidenza che IMU e TASI rimangono sui valori del 2017. Un risultato determinato dalla Legge di Stabilità 2018 che ha imposto ai Comuni, già dal 2016, il divieto di aumentare le aliquote. Nessuna Amministrazione, tra quelle oggetto del monitoraggio, le ha però riviste al ribasso, ad eccezione di Fombio, che ha ridotto l’aliquota dell’IMU dei capannoni e degli uffici, e di Castiglione d’Adda, che ha abbassato l’aliquota della TASI dei capannoni. Dal 2012 gli importi dovuti per queste imposte sono cresciuti complessivamente dell’11,4% per gli uffici e del 22% per i capannoni.

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Confermate le aliquote Irpef

Anche l’Addizionale Irpef, che il monitoraggio rileva per via dell’impatto sui dipendenti delle imprese del territorio, rimane sui livelli del 2017. Quasi la totalità dei Comuni ha confermato le aliquote dell’anno precedente. Solo BiassonoCinisello BalsamoRoncello, Borghetto Lodigiano, Cornate d’Adda e Fombio l’hanno ridotta.

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Urbanizzazione e rifiuti

In leggero aumento, rispetto al 2017, gli oneri di urbanizzazione: +1% per gli uffici e +0,8% per i capannoni. Dal 2012 l’incremento complessivo è stato di circa il 6% per entrambe le tipologie di immobili.

Dall’analisi emerge, invece, una diminuzione della tassa sui rifiuti. Nel 2018, infatti, la TARI nei principali comuni è diminuita in media dello 0,6% per gli uffici e dell’0,5% per i capannoni industriali. Complessivamente, dal 2012 la tassa sui rifiuti è diminuita dello 0,2% per gli uffici e del 16,7% per i capannoni industriali.

Uno strumento per orientare politiche future

L’analisi nasce con l’obiettivo di offrire alle Amministrazioni Comunali uno strumento utile a orientare le politiche future e ridurre il peso dell’imposizione fiscale che ancora grava pesantemente sulle nostre imprese: +8% in 7 anni  ha dichiarato Alessandro SpadaVicepresidente Vicario di Assolombarda –. Nonostante l’aumento della deducibilità della quota IMU, il saldo per le imprese è comunque negativo. Consideriamo infatti che, contrariamente agli anni passati, i Comuni nel 2019 hanno la possibilità di aumentare le aliquote IMU, TASI e Addizionale IRPEF: il rischio che la pressione fiscale locale aumenti è concreto e preoccupante. Al contrario il fisco dovrebbe essere una delle leve strategiche attraverso cui promuovere la crescita e la competitività delle aziende, che devono poter contare su un sistema tributario equo, semplice, certo e che duri nel  tempo”.