Fino a non molto tempo fa gli italiani si affidavano ai prestiti Inpdap per le loro esigenze di credito, ma ormai la gestione di questo prestito è cambiata ed è passata all’Inps, anche se ancora molti italiani continuano a chiamarli prestiti Inpdap. In ogni caso la sostanza non è cambiata: questa tipologia di prestito cambia nome ma nei fatti resta sempre la stessa e sono 50 anni che rappresenta una sicura linea di credito per gli italiani.

Nel 2011, nel periodo in cui la crisi italiana giungeva al suo apice con uno spread vicino ai 500 punti e le dimissioni dell’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Mario Monti con il suo decreto Salva Italia prese misure drastiche adottando una riforma che fece passare le funzioni dell’Inpdap all’Inps che per questo ora è il fulcro di ogni tipologia inerente il credito per pensionati e dipendenti pubblici.

Ad oggi, dunque, i prestiti ex Inpdap sono la categoria principale di prestiti agevolati offerti da un organismo pubblico. Per agevolazione, si intendono le particolari condizioni di gestione e concessione di questo tipo di prestito, sempre molto vantaggioso e alla portata di tutti. Un esempio di queste condizioni può essere il prestito a tasso fisso con un interesse di solo l’1 e 50 per cento.

Come ottenere il prestito Inpdap?

Grazie alle loro condizioni particolarmente vantaggiose i prestiti ex Inpdap di prestitisbp.com vengono sempre più richiesti sia dai dipendenti pubblici sia dai pensionati. Per ricevere le informazioni e la documentazione per ottenere il prestito basterà rivolgersi allo sportello dedicato presso l’Inps dove gentili addetti possono fornire le specifiche tecniche. Qui facciamo il punto generico della situazione.

I finanziamenti Inps sono erogati sempre e comunque in base alla capacità di restituzione del richiedente. In pratica si prende in considerazione il merito creditizio dell’utente e si fanno dei calcoli che si basano sostanzialmente sulla pensione e sullo stipendio del richiedente.

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Di qui la rata verrà calcolata per ottenere delle condizioni ideali di restituzione per chi richiede il prestito e quindi per fare in modo che il fatto di aver ricevuto il prestito e dover pagare la rata non vada a gravare troppo sulle capacità finanziarie del soggetto, ma soprattutto sulla sua capacità di solvenza.

I calcoli del prestito minimo e massimo richiedibile vengono effettuati in base alla busta paga o al cedolino della pensione netti, ma influisce anche la data di nascita del richiedente. Per ottenere tali informazioni e capire quanto si può richiedere è disponibile un servizio automatizzato sul sito dell’Inps. Con pochi click è possibile inserire i dati richiesti e ottenere un preventivo di massima.

L’Inps richiede di inserire la somma di cui si necessita. Visto che si tratta di un piccolo prestito la somma massima richiedibile non supera quasi mai i 15 mila euro ed è possibile richiedere 3 prodotti finanziari principali:

  • Piccolo prestito Inps (per finanziare piccole spese)
  • Prestito pluriennale diretto
  • Prestito pluriennale garantito

Con il piccolo prestito Inps il richiedente ha la possibilità di ottenere somme di denaro discrete, ma spesso questo tipo di finanziamento è richiesto per somme davvero piccole, 2 o 3 mensilità alla volta. Non a caso chi lo richiede spesso lo fa per pagare piccole urgenze o spese impreviste causate da accidenti della vita quotidiana. Con questo prestito il piano di rimborso può andare da un minimo di un anno a un massimo di 4 anni se si ricevono somme più sostanziose.

Questi prestiti sono vantaggiosi anche per un altro motivo: non sono finalizzati a nessuna spesa precisa e quindi lasciano massima libertà di scelta, alla fine del periodo di finanziamento, infatti, non bisogna presentare nessuna documentazione.