La ricerca scientifica non è solo cruciale per l’innovazione ma è anche un driver della crescita economica di un Paese. Mentre Cina e USA continuano a investire l’Europa sembra restare indietro. Tra le eccellenze italiane troviamo l’università privata Unicusano, con gli importanti risultati riscontrati in campo biomedico e ingegneristico.

Sebbene si occupi di problemi spesso ritenuti lontani dalla vita comune o da applicazioni pratiche, la ricerca scientifica è invece responsabile di scoperte rivoluzionarie che hanno cambiato per sempre la nostra vita, oltre a essere un importante motore dello sviluppo economico.
Dall’algoritmo di Google agli schermi touchscreen dei nostri smartphone, dobbiamo questi (e molti altri) successi alla ricerca scientifica sostenuta pubblicamente dagli Stati attraverso la rete delle università, in un dialogo che dovrebbe essere aperto e costruttivo con le imprese. È il caso virtuoso degli Stati Uniti, che ogni anno destinano il 3% del PIL a ricerca e sviluppo, finanziando le università per 40 miliardi di dollari ogni 12 mesi. O della Cina che nell’ultimo decennio ha duplicato gli investimenti in R&S raggiungendo il 2% del Prodotto Interno Lordo.

Diversificazione degli investimenti, tra formazione avanzata, ricerca di base e innovazione, evitando di esporre la ricerca di frontiera alla pressione di una fruibilità immediata dei risultati. Questa sembra essere la ricetta seguita da quelle che sono unanimemente riconosciute come superpotenze in ambito economico.

Situazione ben differente da quella in cui si trova l’Europa, vittima della sua frammentarietà e dell’inapplicazione della Strategia di Lisbona, approvata nel 2000 ma in gran parte “dimenticata” dai paesi membri, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi di investimento in R&S. Tra Germania e paesi scandinavi che tentano di tenere il passo col resto del mondo e l’Europa meridionale che sta sostanzialmente smantellando le sue infrastrutture accademiche, sia fisiche che umane, destinate alla ricerca.

In questo quadro si inserisce però anche un’Italia bella che investe, funziona e crede nel futuro dei giovani. Di fronte ad un’inadeguatezza della struttura statale nel campo della Ricerca è significativo e importante che anche la sfera privata investa e concorra alla crescita del Paese, mettendo a disposizione risorse e strutture.

– Dall’aprile 2012 la “Fondazione Università Niccolò Cusano per la Ricerca medico-scientifica” è attiva in campo biomedico per la cura delle malattie rare. Ingenti investimenti in termini di risorse umane e macchinari avanzati hanno portato allo sviluppo di un laboratorio attrezzato all’interno del complesso universitario di Roma, attualmente attivo nella Ricerca sulla sindrome del QT Lungo (LQTS), una patologia genetica che comporta il rischio di aritmie cardiache potenzialmente letali. – A parlare è Roberto Monti, Responsabile dell’Università Cusano, che rappresenta una delle eccellenze italiane nel campo della ricerca scientifica universitaria.

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Non solo ricerca biomedica però. – Fiore all’occhiello della nostra Università è sicuramente la facoltà d’Ingegneria, coordinata dal Prof. Gino Bella. La Cusano offre oggi ai suoi studenti laboratori di Ricerca Ingegneristica di base e applicata, strumenti fondamentali per attività didattiche e tesi sperimentali, fruibili in presenza ma anche a distanza. –

Gli studenti fisicamente lontani possono infatti usufruire delle attrezzature presenti nei laboratori attraverso la piattaforma telematica e, con la supervisione del docente sempre presente in loco, seguire lo svolgimento delle prove e scaricare dalla piattaforma tutti i dati di output della macchina per elaborarli in modo da sviluppare proficuamente la propria Ricerca.

Un’innovazione riconosciuta anche dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la Valutazione del sistema universitario e la ricerca, che nel 2017 ha assegnato alla facoltà di Ingegneria dell’Università Niccolò Cusano il sesto posto nella speciale classifica Vqr. – Questo – spiega Monti – è un risultato di grande prestigio che premia anni di duro lavoro e significativi investimenti che hanno consentito al Campus di dotarsi rapidamente di laboratori efficienti e di acquisire personale di alto livello da altri atenei. – Quello stesso laboratorio che ha inoltre permesso alla Cusano di vincere due progetti Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale) banditi dal MIUR.

L’attività di ricerca della Cusano si è concretizzata anche in molteplici contratti di ricerca con aziende partner tra le quali si possono annoverare:

  • Ferrari S.p.A. – Progettazione e Realizzazione di radiatori auto in schiuma di alluminio ad elevata efficienza energetica;
  • TechPromArma – Collaborazione internazionale nell’ambito dell’accordo Task Force Italia- Russia per lo studio e lo sviluppo di nuove valvole per impianti oil&gas per la stabilizzazione della pressione.

Unicusano lancia un segnale chiaro di come la qualità e le risorse messe in campo producano risultati e ricevano allo stesso tempo riconoscimento da parte di istituzioni e studenti che, nel giro di pochi anni, superano le migliaia di matricole l’anno. Un traguardo che fa riflettere sull’importanza non trascurabile della Ricerca e del ruolo che deve ricoprire in ambito universitario.