Dopo la chiusura della sede lonatese trema anche Legnano. Si aspetta la decisione del giudice sul futuro della Sices.

Sices, lavoro a rischio

A quattro anni di distanza dalla chiusura della sede principale Sices a Lonate, si torna a parlare di questa grande azienda che continua a subire i dissesti di un economia instabile anche nelle altre società a lei strettamente collegate. «Nel 2015 erano rimasti attivi per un breve periodo solo gli uffici nella sede lonatese – spiega un rappresentante del sindacato Fiom Cgil – l’officina invece aveva chiuso definitivamente nonostante, attualmente, ci siano ancora quattro operai che lavorano al suo interno per il ritiro e scarico del poco materiale rimasto. Molti dei dipendenti che lavoravano lì, sono stati trasferiti nella sede settore cantieri e montaggi in Svizzera o presso la Pensotti di Legnano».

Futuro incerto

Nonostante il piano di rilocazione progettato, i lavoratori si trovano tutt’ora incerti in merito al loro futuro. «Attualmente i dipendenti sotto la ditta Pensotti sono 96, mentre quelli che da Lonate erano stati trasferiti nella sede di Legnano, oggi ammontano a 22 – continua il sindacalista – Quella maggiormente in crisi è la Pensotti in quanto, i suoi dipendenti, da marzo, non percepiscono nemmeno la cassa integrazione, forse per qualche mancanza burocratica». Quelli che invece hanno trovato una via di fuga in un posto di lavoro più sicuro, hanno lasciato l’azienda. Restano gli storici o coloro che, a causa dell’età avanzata, hanno maggiore difficoltà a trovare un altro impiego.

Leggi anche:  Diploma Day al Torno: in 10 hanno ottenuto il 100 - LE FOTO

“L’Amministrazione intervenga”

Anche la Lista Civica Cambiate Lonate, rappresentata da Guido Della Canonica, si era mostrata interessata alla questione in passato: «È importante che il sindaco mostri la sua vicinanza a questa situazione in quanto molti dei lavoratori coinvolti, sono lonatesi. Nel 2015 avevamo chiesto al sindaco come pensava di intervenire sulla crisi economica delle diverse aziende lonatesi. Non abbiamo ricevuto risposta. È necessario prevenire eventuali consumi di suolo e incentivare, nel caso, l’utilizzo dei sedimi industriali inutilizzati e soprattutto verificare se, quest’ultimi, possano creare problemi ambientali».

Si attende il giudice

In seguito alla recente scadenza dei concordati, stanno tutti aspettando la decisione del giudice che decreterà il fallimento o meno delle società interessate, ma indiscrezioni parlano di probabili acquirenti: «Per la Pensotti si è fatto avanti un imprenditore di Battipaglia con la proposta di un affitto temporaneo di un anno mantenendo 28 operai – spiega il sindacalista Fiom Cgil – mentre per la Sices sembra siano stati diversi i compratori interessati ma bisogna capire se abbiano intenzione di rilevare la società oppure soltanto il marchio. Una situazione caotica e instabile, soprattutto per i centinaia di lavori coinvolti. A settembre dovrebbe arrivare la decisione finale».

Il servizio completo su La Settimana di Saronno in edicola da venerdì 20 luglio.

TORNA ALLA HOME  E LEGGI LE ALTRE NOTIZIE