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La prima campanella è ormai suonata in tutte le scuole italiane e quello in corso è il primo anno scolastico che vede applicata in modo completo la legge Lorenzin, che disciplina il tema dei vaccini a scuola, con sanzioni ed esclusioni per chi non è in regola.

Vaccini a scuola: differenze piccoli e più grandi

In sostanza, i genitori non potranno chiedere proroghe, né presentare autocertificazioni per far entrare a scuola i propri figli: chi non è in regolacon i vaccini obbligatori resta fuori.

La legge 119 del 2017 che prescrive dieci vaccini obbligatori, pena la non iscrizione al nido e alla scuola dell’infanzia (bambini fino a 6 anni) e multe per i genitori di quelli più grandi.

Dai 6 a 16 anni sono ammessi, ma per chi non è in regola l’Asl dispone un percorso di recupero: le sanzioni amministrative vanno da 100 a 500 euro.

Anagrafe vaccinale: comunicazioni in automatico

Per alleggerire gli oneri a carico delle famiglie è nel frattempo andata a regime l’Anagrafe Nazionale vaccini: grazie alla comunicazione diretta tra Asl e Istituti, per la prima volta i genitori non hanno presentato alle scuole certificati di avvenuta vaccinazione.

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Congelato l’obbligo flessibile

In ogni caso, tema vaccini, come per il suo predecessore Giulia Grillo, sarà un banco di prova impegnativo sicuramente anche per il neo Ministro della salute Roberto Speranza.

In commissione sanità del Senato è rimasto congelato il provvedimento che introdurrebbe il cosiddetto obbligo flessibile: in sostanza, stabilisce l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola solo in caso di emergenze sanitarie o di un significativo spostamento degli obiettivi di copertura su base territoriale.

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