Il consigliere regionale del Partito Democratico sul caro benzina nelle zone di confine.

Caro benzina, quelle gite in Svizzera per fare il pieno

Per chi vive a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, fino a poco tempo fa era quasi una tradizione. Prendere la macchina e superare il confine per fare il pieno e poi tornare in Patria. Un’abitudine forte fino a che il cambio Euro/Franco Svizzero favorevole permetteva risparmi di diverse decine di euro ad ogni rifornimento. Poi il fenomeno era calato, ma negli ultimi mesi sta riprendendo vita. E a nulla sembra servire la Carta Sconto Benzina, inserita ormai da diversi anni per chi risiede vicino al confine e che permette di ridurre il gap tra il costo della “verde” (e del gasolio” italiana e quella elvetica.

Lo sconto c’è ma non si vede

Ma la Carta Sconto Benzina permette veramente di pagare meno che in Svizzera? A chiederselo il consigliere reginale (ed ex sindaco di Malnate, a un passo dal confine) Samuele Astuti. E, come emerso dalla Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale di ieri, anche dal Comitato Regionale Consumatori Utenti. “L’audizione ha confermato le nostre preoccupazioni circa la differenza di costo alla pompa fra la fascia di confine, interessata dalla carta sconto carburante, e il resto della Regione. Si tratta mediamente di circa 10 centesimi al litro – fa notare Astuti – Una somma che non è di poco conto per i consumatori che devono fare rifornimento di benzina o gasolio e che vanifica di fatto il beneficio della carta sconto, trasferendolo dagli utenti alle compagnie petrolifere”. Insomma, man mano che ci si avvicina alla Svizzera (e con la Carta Sconto fatta appunto per disincentivare la “fuga di serbatoi”), i prezzi nelle stazioni di rifornimento aumentano, per mano (e a vantaggio) delle compagnie.

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“Svizzera ancora più conveniente”

“Di fatto, rimane ancora conveniente recarsi a fare il pieno nella vicinissima Svizzera – prosegue Astuti –. Il Comitato consumatori ha introdotto anche i temi del cambio euro/franco svizzero e delle cosiddette pompe bianche (le stazioni di servizio indipendenti che non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note, ndr), che devono essere tenuti presenti a questo riguardo”. Ora i consiglieri Pd delle zone di confine attendono “con impazienza l’audizione con i rappresentanti delle imprese di distribuzione e delle compagnie petrolifere, calendarizzata purtroppo solo a luglio, per poi valutare le azioni da intraprendere per poter ripristinare i vantaggi della carta sconto in Provincia di Varese così come nelle altre Province di confine”, conclude Astuti.