L’ex candidato sindaco a Cerro Maggiore per  Progetto Comune Alex Airoldi lancia un appello al mondo dei democratici cattolici a 100 anni da quello ai  “liberi e forti” di don Sturzo.

Alex Airoldi: “Mettiamoci cuore e viso”

Un appello a tutti i cattolici e moderati contro i populismi. E’ il cuore del messaggio lanciato dall’ex candidato a cerro Maggiore di Progetto Comune Alex Airoldi. “Dopo la quasi totale cancellazione dei partiti moderati con le  ultime elezioni politiche – si chiede Airoldi – E’ ancora attuale l’impegno e la presenza dei cattolici democratici in politica? Oggi, sempre più coraggiosamente, singoli, gruppi, associazioni si stanno confrontando”. “Dopo un periodo di recupero ed analisi di una identità, pare chiaro ed attuale che l’impegno e la presenza dei moderati serve e serve ancor maggiormente in una situazione come quella attuale, serve come confronto e voce diretta di ampie espressioni civiche che parevano essersi rifugiate nel populismo ma che stanno vedendo quanti limiti esso comporti”.

“Serve una nuova Dc”

C’è ancora bisogno dei moderati, scrive quindi Airoldi. “Serve una forte e chiara presenza moderata perchè serve rispetto e tutela di valori imprescindibili alla base della nostra storia. Valori che non sono adattabili o discutibili. – continua – Serve una presenza moderata per garantire rispetto, gratitudine e tutela al volontariato tutto. Serve la presenza moderata perchè servono il confronto, il dialogo, mai il muro contro muro”.

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Una potenza moderata

“Serve una presenza moderata per essere cuscinetto  dialogante tra elettorato ed istituzioni come è stata per decenni la Democrazia Cristiana – prosegue l’ex candidato – Serve una presenza moderata che abbia coraggio di organizzarsi, di proporsi, di essere alternativa credibile, espressione di ideali che alcuni considerano offuscati, a volte de mode’, ma che sono invece attuali e oggi spesso mancanti”. “Serve – conclude Airoldi – uno scatto di coraggio e prima ancora di orgoglio. Orgoglio di una appartenenza, coraggio per un impegno non facile e in un contesto non certamente favorevole. Ma nel centenario dell’appello ai liberi e forti di Don Sturzo serve una nuova alba, una nuova chiamata all’impegno diretto. Serve che i singoli e le varie realtà  prendano coraggio, escano dal chiuso delle stanze, tornino tra la gente in modo chiaro. Serve esserci, serve andare al di la della contemplazione e  al dato scontato delle nostre tradizioni di impegno, serve essere in prima linea, mettendoci cuore e viso”.

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