La neonata lista civica Obiettivo Saronno critica sul progetto dell’Amministrazione per l’area feste.

Area feste, cosa dice il Comune

Un’area feste, dove tenere eventi e a disposizione, in cambio di un canone agevolato, alle associazioni. Opera nei programmi dell’Amministrazione e inserita nel Documento Unico di Programmazione per il triennio 2018-2021 ma di cui, però si sa ben poco. Lo stesso documento parla di “creazione di un’area coperta, attrezzata con cucina, che possa essere noleggiata dalle associazioni a prezzi convenienti e accessibili. Una struttura a disposizione delle associazioni e dei gruppi che alimentano la vita sociale della città per realizzare feste ed eventi”.

“Nessun piano di azione”

Ed è proprio da quelle righe che descrivono la futura “area ricreativa e sportiva multifunzionale”, del documento programmatico del Comune che parte la neonata lista civica Obiettivo Saronno. “Nessun dettaglio su tempi e modi di realizzazione della struttura, niente sulla sua futura modalità di gestione, nessun piano di azione – lamentano – sono chiari gli scopi: ‘che possa essere noleggiata dalle associazioni a prezzi convenienti e accessibili’. E sono chiari i costi”.

In totale 800mila euro 

Costi chiari, ma a quanto ammontano? “Nel piano investimenti del DUP 2019-2021 è previsto un investimento triennale di 700.000 euro  – spiega Novella Ciceroni di Obiettivo Saronno – di cui 500mila nel 2019, 100mila nel 2020 e 100mila nel 2021. Nel 2017 sono stati spesi circa 100.000 euro per l’acquisto di una parte del terreno che ospiterà l’Area. All’inizio del 2019 si è speso circa la metà della spesa di investimento relativa all’anno in corso, pari a 300.000 euro, per acquistare ulteriori due terreni (rif. Albo Pretorio Comune di Saronno). Per l’Area Feste si sono quindi già spesi 400mila euro solo per l’acquisto di terreni e si prevede di spenderne altri 400mila per la realizzazione della struttura”.

“Ultima delle priorità”

Secondo i componenti della civica, ci sarebbe ben altro a cui pensare prima dell’area feste, specialmente vista la cifra in campo e anche vista la sua posizione, “in periferia e in una zona già congestionata dal traffico”. “In tempi di mancanza di risorse per le strutture pubbliche come questi, infatti – spiega sempre Ciceroni –  tempi in cui per fare qualsiasi cosa, anche di primaria importanza (penso ad esempio al rifacimento della scuola Rodari, che versa in condizioni disastrose) si deve sperare di vincere un bando regionale, sembra una follia spendere 800mila euro nella realizzazione di una struttura per le feste delle associazioni della città. Sarebbe allora più adeguato un investimento per intervenire sul degrado costante di edifici storici come Villa Gianetti e Palazzo Visconti, i quali, in condizioni di agibilità e sicurezza del parco (Villa Gianetti) o del cortile (Palazzo Visconti) potrebbero servire anche a ospitare le feste”.

“Serve davvero?”

La lista non ne fa solo un discorso di priorità ma anche di richiesta. “La cifra per la realizzazione dell’Area è considerevole: potrebbe avere un senso spenderla solo se ci fossero molte richieste per eventi di medie/grandi dimensioni che come conseguenza porterebbero un buon ritorno economico e d’immagine alla città e alle casse comunali. Chi ha gestito questo progetto ha svolto un’analisi di mercato valutando i costi e soprattutto i benefici? Non basta cambiare il nome a un progetto per renderlo diverso da ‘un’area coperta, attrezzata con cucina … ‘ la cui realizzazione in questi termini può essere conclusa con un investimento molto minore”.

Rischio incompiuta

Infine c’è un altro timore: quello che l’investimento e i soldi spesi si tramutino in spreco e in un’opera non conclusa. “Se poi consideriamo, nella migliore ipotesi, che i costi a consuntivo rispecchieranno la cifra pianificata, senza cioè aggiunta di altro denaro rispetto agli 800mila euro, e che i tempi per la realizzazione e messa in funzione saranno rispettati, l’Area Feste sarà pronta all’uso almeno un anno dopo la fine del quinquennio di questa Amministrazione – conclude Ciceroni – A quel punto, senza una strategia e un vero piano di gestione, è molto probabile che l’opera rimanga incompiuta e di conseguenza inutilizzata, per altro tempo indefinito. In questo scenario saremmo di fronte ad un vero spreco di risorse e di denaro pubblico che sarebbero potuti essere investiti in progetti più importanti per Saronno”.

LEGGI ANCHE: Batterio in piscina a Saronno: il risultato delle nuove analisi